Scegliere bene

Concimare al meglio

Un’accurata esecuzione della concimazione dei vigneti incide notevolmente sulla produttività. È quindi opportuno scegliere attrezzature che garantiscano un’ottimale distribuzione degli elementi nutritivi.

di Mario Cremona

Tradizionalmente si distinguono tre tipologie di concimazione del vigneto: la prima è la concimazione di fondo, che viene eseguita prima dell’aratura e serve a dotare gli strati profondi del terreno di sostanza organica e di elementi poco mobili come Potassio e Fosforo che vengono interrati con l’aratura. Per eseguire la concimazione di fondo con concimi minerali sono impiegati gli spandiconcime centrifughi, taluni idonei anche alla distribuzione di concimi organici confezionati in pellet. La concimazione di partenza per viti giovani è invece eseguita con distribuzione localizzata di concimi organici all’atto dell’impianto delle barbatelle mentre in estate viene effettuata una concimazione localizzata superficiale a base di composti azotati. Nella concimazione di produzione, infine, si possono impiegare sia fertilizzanti minerali sia organici sia organo-minerali. La distribuzione dei fertilizzanti azotati può essere compiuta utilizzando degli spandiconcime centrifughi dotati di apposite strutture deflettrici che orientano la distribuzione del fertilizzante lungo i filari.

 

Alcuni prodotti da valutare

Gli spandiconcime centrifughi della serie MDS 10.1 della Kuhn portati dall’attacco a tre punti del trattore sono stati progettati per operare tra gli spazi dei filari stretti: la loro larghezza massima è di 1,08 m per un volume della tramoggia di 500 litri. Gli angoli della tramoggia sono smussati per ridurre il raggio di curva all’uscita dai filari e non correre il rischio di agganciare i tralci. Il basamento, che presenta gli organi di accoppiamento al trattore, le valvole e i 2 dischi di distribuzione sono in acciaio inox per garantire una lunga durata. Durante il lavoro è possibile aprire o chiudere separatamente la valvola sinistra o destra. Sono disponibili diversi tipi di comando per la gestione delle aperture/chiusure delle valvole di distribuzione: manuale mediante leve; idraulica con cilindro a semplice o doppio effetto (disponibile anche con pilotaggio separato destra/sinistra) oppure elettrica mediante la nuova centralina E-click e comando separato destra/sinistra. In funzione del tipo di concime la regolazione della quantità da distribuire si esegue ponendo uno scontro d’apertura sul settore graduato. Modificare il dosaggio è semplice: per esempio, se si vuole aumentare la dose del 10% basta ampliare l’apertura della leva di regolazione del 10%. Viceversa, se si vuole diminuire la dose, per esempio del 20%, basta ridurre l’apertura del 20%. L’MDS 10.1 è polivalente e può spargere diversi prodotti: concimi minerali, concimi organici (in pellet), concimi in polvere, sementi, prodotti antilumache. Può essere dotato di un dispositivo di spargimento su due strisce, localizzando la distribuzione lungo i filari della vite. La distanza di localizzazione può variare da 1,5 m a 5 metri mentre la larghezza di lavoro standard è di 10-18 metri. Il dispositivo di spargimento localizzato si aggancia e si toglie dalla sede in pochi minuti e senza utensili specifici.

Per quel che riguarda la concimazione localizzata con interramento del concime, una scelta idonea appare la serie Agrimix KD della C.E.A. formata da interratori di concime che offrono la possibilità di montare, sullo stesso telaio, una o due ancore interratrici. La tramoggia della capacità di 280 kg e le altre parti a diretto contatto col concime (es. agitatore, saracinesche e bulloneria) sono in acciaio inox AISI 304L. La regolazione della quantità di fertilizzante da distribuire si effettua tramite comando a distanza con cavo flessibile oppure con comando idraulico a uno o due cilindri. Nel modello K2D 300X, dotato di due ancore interratrici, la regolazione della quantità distribuita può essere compiuta anche separatamente consentendo un flusso regolare verso le ancore interratrici anche nei terreni declivi. È possibile, inoltre, equipaggiare gli interratori Agrimix KD con un rullo posteriore a gabbia per livellare e ricompattare il terreno smosso dalle ancore interratrici. Quest’ultime possono essere dotate di vomere reversibile, mentre il sistema d’interramento del concime può essere implementato con un disco da collocare davanti all’ancora per agevolare il taglio della cotica erbosa e la penetrazione nel terreno. Gli interratori della serie Agrimix KD sono portati dall’attacco a tre punti del trattore cui richiedono la pdp di 540 giri/min per muovere l’agitatore e il disco distributore del concime.

Anche l’impiego dell’interratore DFCID2 della Mipe Viviani costituisce una valida scelta per eseguire la concimazione del vigneto. La versione standard prevede 2 ancore interratrici montate su un telaio regolabile in larghezza da un minimo di 1,4 a un massimo di 2,2 metri. Le ancore interrano direttamente il concime nella posizione e alla profondità desiderate dall’operatore. La profondità di lavoro, infatti, è determinata da 2 ruote di ferro la cui posizione è regolata mediante 2 tenditori a vite. Le stesse ruote, che seguono le ancore, eseguono la ricompattazione del terreno rendendo l’interratore DFCID2 adatto a operare in coltivazioni in cui è applicata la tecnica dell’inerbimento controllato del terreno. La distribuzione del concime è regolata da due saracinesche indipendenti, che offrono la possibilità di escludere una delle due cadute. La tramoggia per il concime è posta sopra al telaio con ancore interratrici e ha forma conica, presenta alla base un agitatore che convoglia il concime verso due coclee laterali che trasportano il concime verso i tubi adduttori posizionati dietro alla staffa delle ancore. Lo stesso telaio porta ancore (regolabile in larghezza) ha il triangolo di aggancio all’attacco a tre punti del trattore. In funzione dell’apertura delle saracinesche e della velocità di avanzamento, la quantità di concime distribuito può variare da 80-100 kg/ha a 1500-1800 kg/ha.

 

La vite, per mantenere un adeguato equilibrio vegeto-produttivo, deve soddisfare le proprie esigenze nutrizionali. Gli elementi di cui ha maggiormente bisogno sono Azoto, Fosforo, Potassio, Calcio, Magnesio e Zolfo. Necessita, inoltre, di microelementi quali Boro, Rame, Zinco e Manganese. Per quanto concerne la concimazione potassica occorre considerare che il Potassio è molto competitivo col Magnesio e il Calcio e la distribuzione di questi elementi dovrebbe essere combinata. Tradizionalmente, per la distribuzione di Fosforo e Potassio, elementi dotati di scarsa mobilità nel terreno, si impiegano gli interratori muniti di ancore che penetrano nel terreno svolgendo la funzione di organo assolcatore del concime e localizzando gli elementi nutritivi in prossimità dei filari. È da rilevare che i maggiori fabbisogni azotati coincidono con la fase d’ingrossamento della bacca; la distribuzione dei concimi azotati deve essere eseguita in questo frangente poiché l’intensa attività radicale massimizza l’assorbimento dell’elemento.

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