Le speranze dell’energia pulita

Secondo il Medium-Term Renewable Energy Market Report presentato a Roma  dall’IEA (International Energy Agency),  nel 2018 l’energia pulita aumenterà del 40% arrivando a coprire quasi un quarto della produzione elettrica. Maria van der Hoeven, direttrice dell’IEA, nel corso della presentazione è entrata anche nel merito della polemica sulle misure di sostegno  al modello low carbon spiegando che i risultati possono essere raggiunti  purché non si cambi idea ogni 6 mesi mettendo in difficoltà le imprese: “Molte rinnovabili non hanno più bisogno di alti incentivi. Ma hanno ancora bisogno di politiche di lungo termine che consentano la formazione di un mercato affidabile e di una cornice di regole compatibile con gli obiettivi sociali”.

Sapersi inserire con successo nelle filiere energetiche emergenti sarà determinante per le economie dei paesi di antica industrializzazione perché la pressione dei paesi di recente sviluppo è sempre più forte: sbagliare significare rischiare di essere tagliati fuori da un settore strategico. Due terzi della crescita delle rinnovabili nei prossimi 5 anni saranno concentrati nell’area non Ocse. Ma la crescita procede ancora a tutto campo e lascia la gara aperta. Dai dati IEA risulta che idroelettrico, geotermia e impianti di biomasse di grande taglia sono già competitivi nei luoghi in cui queste risorse abbondano. Nel capitolo di approfondimento sul nostro Paese, il rapporto precisa che le rinnovabili hanno fornito nel 2012 il 31% della produzione elettrica lorda: con sole e vento che si aggiudicano oltre un terzo di questa quota (6% fotovoltaico e 4,5% eolico).

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