SCEGLIERE BENE

Per inerbire il vigneto

L’inerbimento del vigneto è una buona tecnica per la conservazione del suolo. Può essere eseguita con rapidità ed efficacia mediante la combinazione di erpice rotante e seminatrice.

di Mario Cremona

L’inerbimento del vigneto è una tecnica di gestione del suolo che prevede la realizzazione di un erbaio che sarà falciato periodicamente o interrato con una lavorazione superficiale. Si distingue, sintetizzando, tra inerbimento permanente e inerbimento temporaneo invernale. Nel primo caso, tra gli interfilari del vigneto si instaura un prato permanente, seminato in primavera, gestito con ripetuti sfalci. L’erba tagliata è lasciata in vigneto e costituisce una pacciamatura che ripara le radici dal caldo e restituisce al terreno gli elementi nutritivi prima assorbiti. Non è da sottovalutare che le operazioni di falciatura o trinciatura dell’erbaio sono più rapide e meno costose delle lavorazioni del terreno, ciò consente di ridurre i costi di produzione. L’inerbimento permanente può essere praticato negli ambienti piovosi, dove la vite meno risente della competizione per l’acqua; inoltre, tale tecnica consente una maggiore portanza del terreno facilitando la transitabilità del vigneto con i mezzi meccanici, elemento di grande importanza considerato l’alto numero di interventi (come concimazione, potatura, spollonatura, trattamenti fitoiatrici, vendemmia) da compiere nell’arco dell’anno. Una buona norma prevede, ad esempio, l’inerbimento permanente nel mezzo del filare per agevolare il passaggio di macchine pesanti come la vendemmiatrice. L’inerbimento può essere adottato anche in zone di scarsa piovosità, ed è il caso dell’inerbimento temporaneo invernale seminato poco dopo la vendemmia per mantenere il suolo coperto tra il tardo autunno e l’avvento della primavera. In tal caso, il cotico erboso verrà interrato con una lavorazione superficiale arricchendo il terreno di sostanza organica e lasciando alla vite l’acqua del terreno. La competizione che l’erbaio sviluppa con la vite può essere vantaggiosa nei terreni molto fertili poiché determina un minore rigoglio vegetativo della vite con una minore produttività di uva ma con un maggiore grado zuccherino. L’inerbimento aiuta a combattere gli effetti erosivi del suolo poiché le particelle di terreno sono trattenute dalle radici dell’erbaio; la presenza di erba, mantenendo il terreno più fresco, ritarda il germogliamento della vite salvaguardandola dalle pericolosissime gelate tardive primaverili. Per la realizzazione dell’inerbimento, permanente o temporaneo, è conveniente impiegare un erpice rotante combinato con una seminatrice universale a righe. Questa combinazione, accoppiata al trattore, consente di eseguire in un’unica passata la lavorazione del terreno e la semina, riducendo notevolmente i tempi di lavoro e i passaggi nel vigneto.

Una combinazione da valutare

Una valida scelta per eseguire l’inerbimento del vigneto è rappresentata dalla combinazione della seminatrice meccanica universale a righe Gaspardo Compagna con l’erpice rotante Maschio Delfino DL proposta da Maschio Gaspardo. In particolare, l’erpice rotante Delfino DL è stato progettato per la lavorazione del terreno in colture specializzate come le viticole e le ortofrutticole. L’esigenza di operare in filari stretti ha determinato il dimensionamento e il peso contenuto dell’erpice Delfino DL che presenta caratteristiche tecniche e di robustezza tipiche di erpici di maggiori dimensioni. Ad esempio, i coltelli sono posizionati con una fasatura di 15° che consente l’inserimento progressivo nel terreno con conseguente riduzione dello sforzo richiesto al trattore e quindi minore consumo di combustibile. La riduzione del consumo di gasolio è un elemento molto importante poiché incide positivamente sia dal punto di vista economico, riducendo i costi di lavorazione, sia dal punto di vista ambientale, poiché minori consumi determinano minori emissioni inquinanti. Questo è un fattore importante, soprattutto se si opera con tecniche produttive a basso impatto ambientale o in aree protette. L’inserimento progressivo dei coltelli dell’erpice nel terreno, inoltre, riduce la quantità e l’intensità delle vibrazioni trasmesse al trattore a vantaggio del comfort dell’operatore e a salvaguardia degli organi di trasmissione del moto. Gli alberi porta coltelli sono distanziati a 25 cm, uno spazio molto stretto rispetto a quello proposto da altri costruttori; ciò comporta la presenza di più coltelli con una conseguente migliore preparazione del letto di semina in un solo passaggio. Infatti, 4 rotori per metro garantiscono una preparazione ottimale del letto di semina anche in terreni tenaci e argillosi. Il cassone contenente gli ingranaggi che trasmettono il moto agli alberi portadenti ha uno spessore di ben 6 mm, caratteristica che conferisce robustezza alla struttura e neutralizza le forze torsionali. La scatola del cambio è costruita da Maschio Gaspardo con i migliori materiali per assicurare i massimi standard di efficienza, affidabilità e durata; in opzione può essere dotata di variatore della velocità di rotazione dei coltelli. Gli alberi porta coltelli sono cementati e temperati, ogni rotore presenta due coltelli a U che possono essere sostituiti agendo su un solo dado di serraggio. È possibile montare delle ancore rompitraccia che possono essere regolate con perni e dotate di sistema di sicurezza a bullone oppure a molla. Il rullo pareggiatore posteriore può essere a gabbia, a barre oppure packer. Per operare nei vigneti sono indicati i modelli 1300 e 1500 con rispettivamente 10 e 12 utensili, larghezza di lavoro di 130 e 150 cm ed ingombro complessivo di 135 e 155 cm. Raggiungono la profondità massima di lavoro di 28 cm.

La seminatrice Gaspardo Compagna è integrata all’erpice rotante Maschio Delfino DL ed è ideale per la semina di erbai, semi di piccole dimensioni e colza. La distribuzione del seme avviene per caduta nello spazio tra i coltelli dell’erpice e il rullo pareggiatore. La tramoggia, che per la combinazione con gli erpici Delfino DL 1300 e 1500 ha una capacità di 145 litri, è in metallo verniciato e presenta al suo interno un agitatore che garantisce l’uniformità di convogliamento dei semi verso i distributori. Questi ultimi sono in materiale plastico, appositamente costruiti per gestire sia semi minuti che di calibro grande. Il cambio a tre camme consente di variare la dose di semina da 1 fino a 500 kg/ha. La distribuzione del seme è comandata dalla rotazione del rullo posteriore tramite catene racchiuse in un carter di protezione in lamiera. I tubi adduttori sono telescopici in materiale plastico, sono collegati alla base della tramoggia con una distanza tra loro di 12 cm e hanno un angolo di caduta di 78° che rende la macchina molto adatta ai terreni in forte pendenza, garantendo sempre la massima omogeneità di distribuzione. La collocazione a sbalzo della tramoggia sull’erpice rotante determina un ingombro ridotto e un baricentro molto vicino al trattore garantendo la stabilità del cantiere anche in zone declivi. Facilita, inoltre, il suo riempimento mentre le fiancate a profilo liscio evitano danneggiamenti alle colture a filari stretti. La combinazione degli erpici Delfino DL 1300 o 1500 con la seminatrice Compagna di Maschio Gaspardo richiede l’accoppiamento portato con trattori di 30-100 CV (22-74 kW)

 

La serie di erpici rotanti Maschio Delfino DL è costituita, inoltre, dai modelli 1800 e 2000 con larghezza di lavoro di 180 e 200 cm ed ingombro complessivo di 185 e 205 cm. Secondo il modello richiedono l’accoppiamento portato a trattori con potenza compresa tra 30 e 100 CV (22 e 74 kW). La seminatrice Gaspardo Compagna è disponibile anche con tramoggia della capacità di 215, 285 e 355 litri. Può essere combinata con tutti gli erpici rotanti Maschio, con le frese Maschio (serie U – B – C – SC) dotate di rullo o con erpice a dischi Maschio Presto. In tali combinazioni la larghezza di lavoro raggiunge i 300 cm con una richiesta di potenza di 45-130 CV (33-88 kW).

 

In generale, nella scelta della varietà di erbe da seminare si dovranno scegliere quelle meno competitive con la vite per gli elementi nutritivi e l’acqua, con il minore sviluppo in altezza e più adatte al tipo di terreno. Per l’inerbimento permanente sono particolarmente indicati i Logli perenni, soprattutto le varietà che hanno crescita ridotta (per praticare il minor numero di sfalci), buona tolleranza al calpestamento e un’ottima copertura del terreno. Negli ambienti a bassa fertilità sono da preferire le Festuche, in particolare Festuca rubra, Festuca ovina e Festuca lorifoglia offrono buoni risultati anche in terreni siccitosi. Anche le leguminose come il trifoglio possono essere vantaggiosamente seminate poiché apportano azoto al terreno e mobilizzano Fosforo e Potassio. Con il loro sovescio si arricchisce notevolmente il terreno di sostanza organica offrendo preziosi elementi nutritivi per la vite. Nelle Isole i vigneti possono soffrire di erosione provocata dal vento. L’inerbimento con cereali come grano duro, triticale e segale crea una barriera antivento a protezione del vigneto e trattenendo le particelle di terreno. A primavera si potrà trinciare e interrare la biomassa che terminato il ruolo di protezione assumerà quello di contribuire alla fertilità del terreno.

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