COLTIVAZIONI

Veloci e delicati per un fieno di qualità

Un’efficace essiccazione del foraggio in campo prevede ripetuti rivoltamenti e arieggiamenti. Per la miglior tempestività di intervento, occorrono attrezzature efficienti, di grande capacità di lavoro. I moderni spandivoltafieno a girelli soddisfano pienamente questi requisiti.

di Antonio Galli

Per renderne più uniforme e rapida l’essiccazione in campo, il foraggio deve essere ripetutamente arieggiato e rivoltato. Affinché tale lavorazione possa essere svolta in modo efficiente e tempestivo, in grado di non risentire oltremisura delle eventuali avversità meteorologiche, è della massima importanza potersi avvalere di attrezzature ad elevato livello tecnologico, come ad esempio gli spandivoltafieno a girelli, in grado di operare a velocità elevate (fino a 15-18 km/h), movimentando comunque il prodotto con delicatezza per evitare rotture degli steli e distacco delle foglie, inconvenienti che porterebbero a notevoli perdite di prodotto. È importante allora che gli spandivoltafieno prevedano un elevato numero di bracci portadenti, poiché in tal modo ogni singolo dente può intervenire su una piccola quantità di foraggio, distribuendola uniformemente sul prato per la sua migliore essiccazione.

Una struttura semplice ma efficiente

Su un telaio in tubolari sono fissati alcuni rotori (i girelli) mossi tramite la pdp del trattore (solitamente a 540 giri/min) e un riduttore centrale che, per mezzo di rinvii angolari e giunti omocinetici, distribuisce il movimento alle coppie coniche che muovono gli organi lavoranti. I girelli sono costituiti da un piatto centrale dotato di bracci metallici, cui sono applicati i denti flessibili in tondino di acciaio che sollevano il prodotto da terra e lo lanciano in aria, causandone il rivoltamento. Il telaio è completato nella sua parte anteriore del castello per il fissaggio all’attacco a 3 punti e in quella posteriore di un carrello dotato di pneumatici a larga sezione, oppure in alternativa (specie per i modelli di maggior capacità lavorativa) di timone con occhione per l’accoppiamento al gancio di traino. Su ogni rotore, più alto è il numero dei bracci (solitamente tra 4 e 8) e migliore è l’azione di rivoltamento, grazie al minore sforzo che grava su ogni singolo organo lavorante. I denti possono essere fissati anche mediante tasselli di gomma, in modo da assumere un’inclinazione variabile in funzione delle condizioni di lavoro. Per facilitare l’intercettazione del prodotto in funzione della sua massa e umidità, ogni girello può assumere diversi angoli di incidenza, grazie ad una ruota di supporto dotata di articolazione e regolabile in 3 posizioni di lavoro (rettilineo e angolato a destra o a sinistra, per eseguire le bordure). Tale regolazione può essere effettuata direttamente dal posto di guida, mediante attuatori idraulici. Per mantenere una corretta posizione di lavoro anche sui terreni declivi, sul telaio possono poi essere montate due barre di stabilizzazione laterale. Talvolta, tra il castello di accoppiamento all’attacco a 3 punti o tra il carrello e il telaio portante è installata una cerniera che consente all’attrezzatura di lavorare correttamente anche su traiettorie curve. Queste attrezzature possono essere inoltre dotate di un riduttore della velocità di rotazione dei girelli, per consentire la formazione di andane, preservando il prodotto dall’umidità notturna. La richiesta di potenza è modesta: i modelli trainati o semiportati possono essere accoppiati a trattori compatti da 50-60 CV, poiché gran parte del peso grava sul carrello di trasporto; viceversa, i modelli portati necessitano di accoppiamento con trattori di maggior stazza, tipicamente da 80-90 CV, per garantire una sufficiente stabilità in lavoro e nei trasferimenti.

Alcune proposte dal mercato

Kuhn offre una gamma di spandivoltafieno che è stata recentemente ampliata con i nuovi modelli GF 8702 portato e GF 8702 T GII semiportato, da 8,7 m di larghezza di lavoro, equipaggiati con 8 rotori Ø 1,5 m e 7 bracci portadenti che li rendono idonei alla ripresa di 3 andane prodotte da una falciacondizionatrice con larghezza di lavoro di 3 m. La regolazione dell’inclinazione dei rotori può essere eseguita manualmente, senza l’impiego di utensili specifici. Le scatole di trasmissione dei rotori sono a tenuta stagna, con doppia guarnizione di tenuta e ingrassaggio a vita, mentre il movimento è assicurato da giunti omocinetici Digidrive, a lunga durata e ridotta manutenzione. Per contenere il compattamento del terreno, gli pneumatici sono a sezione larga. Le ruote sono protette da lamiere deflettrici che impediscono al foraggio di accumularsi e arrotolarsi attorno ai loro supporti. Grazie ad un comando del distributore idraulico, i due modelli di spandivoltafieno possono essere fatti lavorare obliquamente rispetto alla direzione di avanzamento, per eseguire le bordure del campo.  La versione portata richiede un trattore da 80 CV, mentre per quella trainata ne basta uno da 40 CV.

 

Per poter lavorare con efficienza anche su grandi quantità di prodotto, Vicon ha in catalogo gli spandivoltaforaggio Fanex 903 e 903CPro Line, da 9 m di larghezza di lavoro e dotati di 8 rotori con 8 denti ciascuno, incernierati a bracci di conformazione piatta per ridurre le vibrazioni e le sollecitazioni sotto carico. Sul telaio in profilati d’acciaio con sezione a doppia C contrapposta sono flangiate le scatole degli ingranaggi in bagno d’olio a chiusura ermetica mossi dalla pdp del trattore. Il telaio è dotato di 2 barre stabilizzatrici dell’oscillazione laterale, che assicurano il mantenimento della corretta posizione di lavoro anche su terreni con superficie irregolare. I denti sono fissati con tasselli di gomma, in modo da assumere un’inclinazione variabile in funzione delle condizioni di lavoro e regolabile in 3 diverse posizioni. L’inclinazione delle giranti è regolabile idraulicamente. Sulla versione portata, nella configurazione da trasporto i bracci esterni si ripiegano verso il centro. Il Fanex 903 trainato richiede un accoppiamento con un trattore da almeno 60 CV, potenza che sale a 80 CV per il modello portato, in modo da garantire una sufficiente stabilità.

 

Nella gamma di spandivoltafieno proposti da Frandent si segnalano per la loro elevata capacità lavorativa gli Spander GRHS 840/7 Profi portato e trainato, da 8,4 m di larghezza di lavoro, dove i 6 rotori con 7 bracci possono essere equipaggiati con due diversi tipi di denti intercambiabili. In particolare, i denti N (diritti e simmetrici) sono idonei in qualsiasi condizione, mentre quelli Z (asimmetrici e piegati) sono particolarmente indicati per i prodotti umidi. I girelli sono dotati di ruote orientabili, che possono essere segregate con parafanghi metallici per evitare l’attorcigliamento del prodotto sui supporti; l’angolo di incidenza dei rotori può essere variato per lavorare con più efficacia sul foraggio umido. L’attacco a 3 punti è snodato, e provvisto di stabilizzatori laterali idraulici (in opzione anche con accumulatore ad azoto e valvola di regolazione della stabilizzazione laterale). La trasmissione del moto si avvale di giunti omocinetici, che permettono una rotazione di 102° dei segmenti laterali del telaio. La chiusura per i trasferimenti viene comandata dal posto di guida, per una larghezza in trasporto di 3 m. Entrambi i modelli richiedono l’accoppiamento nella versione portata  con trattori di almeno 85 CV e nella versione trainata con trattori di almeno 60 CV.

 

Gli spandivoltafieno di Claas Volto 870 (portato) e 870T (trainato) sono idonei a trattare grandi quantità di prodotto. Tramite giunti omocinetici Permalink, il moto dalla pdp vene trasmesso ai rotori con dita sempre in presa; le sezioni del telaio possono essere ribaltate di 180°, ad ottenere una configurazione di trasporto compatta. Il telaio è in tubolari a sezione quadra, e per conferire maggiore resistenza agli stress torsionali è ruotato di 45° rispetto alla direzione di avanzamento. I 7 bracci dotati di denti simmetrici sono imbullonati al piatto del girello e stabilizzati con un anello di supporto a incavi. È possibile regolare l’angolo di spargimento tra 12 e 18°, mentre i denti possono essere registrati con un angolo di incidenza positivo o negativo di 7°. Il Volto 870 è dotato di un dispositivo di stabilizzazione, che consente al voltafieno di allinearsi al trattore dopo una curva o su terreni declivi. Per lo spargimento lungo i bordi del campo è possibile montare un telo che delimita l’area di rivoltamento del foraggio. È disponibile un riduttore 1:3 per diminuire il regime dei girelli, per formare andane utili a preservare il prodotto dall’umidità notturna. La versione portata richiede un trattore da 75 CV, mentre per quella trainata è sufficiente uno da 60 CV.

 

I moderni spandivoltafieno sono spesso contraddistinti da elevate larghezze di lavoro, e devono poter essere configurati per garantirne un trasporto in sicurezza. Oltre a consentire una corretta operatività nelle traiettorie curve, un insieme combinato di tiranti e ammortizzatori fa sì che anche durante i trasferimenti siano smorzati il dondolamento e gli sbalzi, in modo che i rotori rimangano stabili e allineati al trattore anche in situazioni estreme, come improvvise e decise frenate in curva. Inoltre, i citati dispositivi consentono di mantenere il baricentro dell’attrezzo più vicino al trattore, con conseguente miglior stabilità dell’intero cantiere. Per contenere in sagoma i modelli portati durante il trasporto su strada, apposti cilindri idraulici provvedono a ripiegare convenientemente il telaio. Viceversa, i modelli trainati o semiportati sono dotati di un asse equipaggiato con ruote a sezione larga, per  assicurare la massima stabilità anche su superfici declivi. La disposizione dell’asse davanti ai rotori comporta un minor ingombro longitudinale, con una miglior manovrabilità a fine campo e un ingombro ridotto in situazione di riposo. L’abbassamento delle ruote dell’asse di trasporto si combina con l’inclinazione in avanti dei girelli, in modo da limitare l’ingombro in altezza e ripartire in modo ottimale il carico, a garantire la stabilità del cantiere trattore-spandivoltafieno anche se il fondo stradale è sconnesso.

 

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