SCEGLIERE BENE

A difesa del frutteto

L’impiego mirato e ponderato di fitofarmaci realizza una efficiente tutela del frutteto con un impatto ambientale modesto. Fondamentale il ruolo degli atomizzatori.

di Mario Cremona

Un gran numero di animali e di patogeni insidia il frutteto e sono quindi necessari un monitoraggio accurato e un’azione fitosanitaria mirata e tempestiva per contrastare l’insorgere e lo sviluppo di malattie o il proliferare di parassiti. Gli atomizzatori sono macchine adottate per la distribuzione dei fitofarmaci nei frutteti e possono essere portate all’attacco a tre punti del trattore, trainate oppure semoventi. Gli atomizzatori trainati, grazie alle considerevoli capacità dei loro serbatoi, alla stabilità offerta dal carro con pneumatici larghi e al favorevole rapporto qualità/prezzo, sono molto richiesti dal mercato. Necessitano l’accoppiamento con trattori di 70-105 CV (51-77 kW) e pdp di 540 giri/min. Tra le diverse possibili scelte, eccone alcune interessanti.

Alcuni prodotti da valutare

La serie Twister della Ricosma comprende atomizzatori con serbatoi di 1000, 2000 e 3000 litri nelle versioni trainate mentre le versioni portate hanno serbatoi di 400, 500, 600, 800 e 1000 litri. I serbatoi sono realizzati in polietilene e non presentano spigoli vivi per ottimizzare la pulizia interna. Le versioni trainate sono dotate di timone sterzante, assale regolabile in larghezza e altezza, telaio in acciaio zincato a caldo. I 22 ugelli di distribuzione in ottone sono caratterizzati da getti doppi con antigoccia a chiusura rapida e sono disposti a ventaglio sul gruppo di irrorazione dotato di due ventole assiali controrotanti Ø 700 mm (in alternativa è possibile montare due ventole Ø 800 mm). L’inclinazione standard delle ventole è di 35° ma è possibile optare per un’inclinazione di 25° per ottenere un minore flusso se la distanza da percorrere per raggiungere il bersaglio è breve, riducendo al contempo il consumo di energia (e quindi di gasolio) e la rumorosità. È dotata di moltiplicatore a due velocità più folle. I convogliatori sono in acciaio con trattamento cataforesi e verniciatura a polveri epossidiche per conferire maggiore resistenza contro la corrosione e possono avere due diverse sagomature: una caratterizzata da una conformazione ideale a ottimizzare il flusso d’aria su frutteti a sesto alto con piante anche di 6-8 metri, mentre un’altra configurazione della sagomatura invece ottimizza il flusso d’aria su impianti a spalliera. La serie Twister ha quindi una grande versatilità d’impiego nelle varie forme di allevamento delle piante da frutto e trova proficuo impiego anche in vigneto.

 

La nuova serie di atomizzatori trainati Sirene della Maschio Gaspardo è una delle novità più interessanti derivanti dall’acquisizione della storica azienda Unigreen di Reggio Emilia ed è stata espressamente progettata per l’uso in frutteto. È composta di tre modelli con serbatoio in polietilene rinforzato della capacità di 1500, 2000 e 3000 litri, telaio di acciaio verniciato a polveri epossidiche, assali regolabili in altezza e larghezza, timone registrabile con ruotino di sostegno. L’apparato di irrorazione è composto da 22 ugelli in ottone con doppio getto antigoccia disposti in verticale su una torre (11 ugelli per lato). Anche la torre è costruita in acciaio verniciato a polveri epossidiche. Il gruppo ventilante è composto da due ventole controrotanti Ø 700 mm e moltiplicatore a ingranaggi in bagno d’olio con due velocità più folle. In alternativa è possibile montare due ventole Ø 800 mm. Il convogliatore a torre degli atomizzatori Sirene è stato appositamente progettato per ottimizzare la penetrazione del prodotto nella vegetazione dei frutteti allevati a spalliera sino a un’altezza di 8 m. Gli atomizzatori della serie Sirene sono dotati di agitatore idraulico per ottenere un’omogenea miscela del prodotto e possono essere dotati di regolazione elettrica delle valvole di controllo dell’erogazione comandata a distanza.

 

La gamma di atomizzatori trainati Synthesis della Caffini è composta da 6 modelli con serbatoio in polipropilene della capacità di 600, 800, 1000, 1500, 2000 e 3000 litri. Il telaio portante è zincato a caldo per conferire maggiore resistenza contro la corrosione e l’assale è regolabile in larghezza e altezza. Il timone di traino è dotato di ruotino pivottante ed è regolabile in altezza, in opzione è disponibile il timone sterzante. È disponibile anche un timone sterzante con scatola ingranaggi per consentire all’albero cardanico di lavorare sempre diritto. L’apparato di irrorazione a torre è dotato di flaps in acciaio inox regolabili manualmente (o idraulicamente, optional) a uscita differenziata, doppi getti in ottone con antigoccia, convogliatore d’aria in vetroresina con speciale profilo di erogazione, moltiplicatore di giri a due velocità più folle associabili ai 22 getti  con ingranaggi in bagno d’olio. Queste soluzioni consentono una distribuzione mirata alla sola vegetazione da trattare, maggiore penetrazione nella massa fogliare grazie al flusso tangenziale, maggiore tempo di esposizione della miscela chimica che subisce così una ottimale polverizzazione. L’apparato di ventilazione e distribuzione è capace di un’irrorazione differenziata alle altezze della vegetazione e di garantire un’omogenea distribuzione tra lato destro e sinistro con uno scarto tra le due parti dell’uno per cento. Il complesso di distribuzione è caratterizzato, inoltre, da una grande flessibilità di portata in litri/ettaro con una distribuzione variabile da 200 a 1200 l/ha in frutteto e da 120 a 600 l/ha in vigneto. La distribuzione tangenziale posteriore, inoltre, non consente alla miscela chimica di colpire il trattore ed evita il rischio di raccogliere foglie ed erba dal terreno.

 

Duttilità d’impiego anche grazie all’elettronica

Sugli atomizzatori sono presenti dispositivi di controllo e regolazione; si stanno diffondendo anche sistemi elettronici che controllano, oltre alla gestione della portata e della pressione di distribuzione, la quantità di prodotto da distribuire per ettaro. È possibile, infatti, installare sul posto di guida del trattore una centralina di comando dotata di display digitale che sovraintende alla regolazione dei parametri dell’atomizzatore. Tale configurazione prevede anche elettrovalvole con regolazione automatica del flusso. La regolazione della quantità di fitofarmaco da distribuire può essere compiuta dall’operatore agendo su controlli elettronici che sovraintendono all’apertura e chiusura delle elettrovalvole poste in prossimità degli ugelli oppure avvalendosi di un computer di bordo, con display digitale, che sovraintende ai parametri di funzionamento realizzando una distribuzione proporzionale alla velocità di avanzamento. Questi strumenti non solo comportano una ottimale irrorazione della vegetazione ma implicano, quali ulteriore benefici, la riduzione della deriva con un consistente risparmio di prodotto e un minor impatto ambientale.

 

Struttura degli atomizzatori

Gli atomizzatori trainati sono costituiti da un telaio in profilati metallici (in acciaio, zincati o verniciati con polveri epossidiche per aumentare la resistenza alla corrosione) dotato di assale regolabile in altezza e larghezza, munito di pneumatici a sezione larga per conferire maggiore stabilità alla macchina e al contempo esercitare un minore compattamento del terreno. Il timone di traino può essere di tipo sterzante per agevolare le manovre a fine filare e per consentire all’albero cardano di lavorare sempre diritto può essere dotato di scatola ingranaggi. Sul telaio è installato un serbatoio (in vetroresina, poliuretano o polietilene) stampato nelle forme volute con nervature di rinforzo e spigoli arrotondati per facilitare la pulizia. Sono presenti dispositivi per l’agitazione del liquido in modo da garantire l’omogeneità della miscela acqua-fitofarmaco. È presente anche un secondo serbatoio, di capacità inferiore (minimo 15 litri), contente l’acqua per l’igiene dell’operatore ed eventualmente un terzo serbatoio contenente acqua per il lavaggio di tutto il sistema di distribuzione a fine lavoro. Un gruppo pompante, mosso dalla pdp del trattore tramite un albero cardanico, ha il compito di aspirare il liquido dal serbatoio e inviarlo verso gli organi di distribuzione. Questi ultimi sono formati da un telaio portante, dagli adduttori e dagli ugelli di distribuzione mentre un ventilatore convoglia l’aria ad alta velocità (oltre 150 km/h) in prossimità degli ugelli. L’aria polverizza il getto liquido e lo convoglia verso le piante da trattare. Gli ugelli possono essere collocati a ventaglio sul diametro del diffusore oppure posti in verticale sui diffusori a torre. Sono presenti deflettori o particolari conformazioni della sagoma dei diffusori per orientare in modo preciso e mirato il prodotto verso la vegetazione da trattare.

Un atomizzatore durante la distribuzione del fitofarmaco. Fonte : Ricosma

 

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