SCEGLIERE BENE

Decompattare e lavorare

La decompattazione e la lavorazione del terreno sono basilari per un’ottimale gestione del suolo del vigneto, al fine di ottenere uva e vino di grande qualità.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mario Cremona

Il transito dei trattori nell’interfilare, l’impiego di attrezzature che creano uno strato molto compattato (suola di lavorazione), l’azione battente delle piogge sono alcuni dei fattori che concorrono al compattamento del terreno che può creare ristagni idrici, asfissia radicale e impedire i normali processi biologici nel suolo. Per ripristinarne uno stato ottimale, consentire lo sradicamento delle infestanti ed eseguire un’ottima lavorazione sono di valido aiuto i Ripper in versione di ripuntatori – dissodatori di profondità anche in versione di coltivatori scarificatori – estirpatori per lavorazioni più superficiali. I ripuntatori – dissodatori hanno il pregio di smuovere il terreno in profondità, senza portarlo in superficie; ripristinando la porosità conferiscono maggiore sofficità e areazione al terreno. Lasciano invariata la stratigrafia del terreno, evitando di riportare in superficie strati inerti. I coltivatori scarificatori – estirpatori hanno la peculiarità di operare nel terreno senza creare suole di lavorazione e miscelano il terreno con le erbe (coltivate o spontanee), agevolando la loro trasformazione in humus e arricchendo così il suolo di sostanza organica.

Alcuni prodotti da valutare

Per eseguire la decompattazione del terreno nell’interfilare dei vigneti può essere vantaggiosamente impiegato un dissodatore della serie Pinocchio di Maschio Gaspardo. Si tratta di dissodatori i cui elementi lavoranti sono costituiti da 3-7 ancore a inclinazione progressiva. Questa conformazione dell’ancora agevola la penetrazione nel terreno e al contempo richiede al trattore minor sforzo di trazione, riducendo il consumo di gasolio e l’usura del trattore. Ogni ancora è dotata di una lama anteriore che fessura il suolo, agevolando l’avanzamento e riducendo il rischio d’intasamento causato da cotica erbosa e residui di sarmenti mescolati al terreno. Il puntale delle ancore è reversibile ed ha un riporto in tungsteno per ridurre l’usura del componente, la cui funzione è di agevolare la penetrazione nei terreni più tenaci e compattati. Sulle ancore sono presenti anche 2 vomeri laterali (denominati esplosori) che aumentano la larghezza d’urto e il volume di terra assoggettato alla lavorazione. Un bullone di sicurezza, superato il carico massimo ammissibile, si spezza evitando danneggiamenti alla struttura del decompattatore. Le ancore sono fissate saldamente al telaio portante che presenta anche il castello di accoppiamento all’attacco a 3 punti del sollevatore. Nella parte posteriore sono incernierati due rulli a spuntoni controrotanti che completano in superficie l’azione di lavorazione del terreno compiuta dalle ancore. Gli spuntoni dei rulli frantumano le zolle, livellano il terreno e incorporano cotica e residui nei primi 15-20 cm di terreno. Per operare nei vigneti sono indicati i modelli 130/3, 170/5 e 200/5 con, rispettivamente, larghezza di lavoro di 130, 170 e 200 cm e dotati di 3-5 ancore che possono raggiungere la profondità di 45 cm. Richiedono l’accoppiamento portato con trattori di 50-130 CV (37-96 kW). La serie Pinocchio è completata da altri 3 modelli con larghezza di lavoro 250-300 cm e 5-7 ancore per trattori di 70-160 CV (52-118 kW).

Per la lavorazione del terreno in vigneti con terreno tenace è di valido impiego la serie di coltivatori scarificatori Combi V. della Di Raimondo. I coltivatori Combi V. sono caratterizzati da un telaio di acciaio a elevata resistenza, dimensionato in modo da offrire il minimo ingombro per agevolare il passaggio tra i filari. La disposizione inversa dei corpi lavoranti consente di eseguire agevolmente le manovre a fine filare e garantisce un ottimale controllo dell’esecuzione della lavorazione. In particolare, i corpi di lavoro laterali sono piegati verso l’esterno per garantire la lavorazione nell’intera larghezza dell’interfilare. I corpi lavoranti sono dotati di un sistema di sicurezza no-stop che permette di ripristinare l’assetto di lavoro appena superato l’ostacolo. Questo sistema consente la lavorazione sia adottando il “semplice” sistema a molle sia con l’unione del sistema a molle con quello idropneumatico, rendendo possibile l’impiego dell’attrezzo in qualsiasi terreno. Il sistema Combi (da cui deriva anche il nome della serie di coltivatori) sfrutta sia le caratteristiche di elasticità delle molle che la maggiore rigidezza conferita dai pistoni idraulici, ottenendo una proficua lavorazione anche in terreni tenaci o ricchi di scheletro. Le ancore sono munite di vomeri a triangolo isoscele, con bordi molto taglienti per penetrare nel terreno e garantire un maggiore rimescolamento del suolo. La serie Combi V. è prodotta in versioni con 5, 7 o 9 ancore che raggiungono la profondità di 25 cm. La larghezza del telaio (e la larghezza di lavoro) sono definite in base alle dimensioni dell’interfilare del vigneto. Il telaio è dotato di attacchi regolabili che consentono di mantenere l’attrezzo vicino al trattore con notevoli vantaggi nei trasferimenti e nelle manovre. La serie Combi V. richiede l’accoppiamento portato con trattori di 60-100 CV (44-73 kW).

Anche i coltivatori estirpatori della serie CM della Rinieri sono validi strumenti per la lavorazione del suolo dei vigneti. Si tratta di estirpatori con telaio a due ranghi in profilati quadrangolari rovesciati di 45° per incrementare la resistenza agli stress torsionali, sfilabili in modo da regolare la larghezza del telaio per meglio adattare l’attrezzo alla lavorazione tra filari. Le ancore, munite di vomeri reversibili (in opzione è possibile montare vomeri a triangolo isoscele), sono incernierate ai ranghi mediante robuste strutture articolate, denominate “Stone Jumper” dotate di supporto con molla doppia antishock che consentono di lavorare in terreni tenaci e sassosi. Il castello di accoppiamento all’attacco a 3 punti del sollevatore presenta diverse posizioni di aggancio in modo da adattarsi alla tipologia di trattore impiegato. È possibile equipaggiare gli estirpatori della serie CM con un cilindro idraulico, alimentato dal circuito del trattore, che provvede a sollevare verticalmente l’attrezzo per ridurre gli ingombri e facilitare le manovre a fine filare. Questo accorgimento consente di mantenere il baricentro dell’attrezzo molto vicino al trattore, elemento molto importante per garantire la stabilità del cantiere trattore-estirpatore soprattutto nei terreni declivi. Nella parte posteriore del telaio è incernierato un rullo a gabbia di grande diametro che assicura la frantumazione delle zolle e il pareggiamento del terreno. La sua posizione è regolabile meccanicamente; il rullo interviene anche a regolare la profondità di lavoro. Per lavorare in vigneto sono indicati i modelli 5/110, 7/110, 7/150 e 9/150 con rispettivamente 5, 7, 9 ancore e larghezza di lavoro compresa tra 110 e 195 cm, richiedendo l’accoppiamento portato con trattori di 50-75 CV (37-55 kW). Completano la serie CM i modelli 9/200, 11/190 e 11/250 dotati di 9 o 11 ancore per larghezza di lavoro compresa tra 200 e 295 cm. Richiedono l’accoppiamento con trattori di 80-100 CV (59-73 kW).

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