TESTIMONIAL

Il factotum per la zootecnia contemporanea

Versatile, prestante e leggero: e un numero sempre crescente di imprenditori agricoli sceglie un sollevatore telescopico Manitou. per tutte le necessità .

Acquistare una macchina qualsiasi può anche rivelarsi un buon affare, ma è quanto mai importante orientare le risorse aziendali verso prodotti funzionali, pratici e affidabili, in grado non solo di integrarsi al meglio con il parco macchine esistente ma soprattutto di agire da catalizzatore rispetto a tutte le attività quotidiane. Ecco il caso di un’azienda zootecnica che ha deciso di investire in un sollevatore telescopico, capace di offrire precise garanzie in termini di qualità complessiva del prodotto, flessibilità d’impiego in azienda, senza rinunciare alle prestazioni né a un servizio di assistenza efficiente.

La giusta risposta

Di prima mattina, i caldi raggi del sole illuminano la facciata del Consorzio Agrario di Cremona a Capralba: “Si tratta della sede più recente e moderna – esordisce Andrea Franchi, Responsabile commerciale per l’area di Crema – inaugurata nel 2005 per accorpare le piccole agenzie presenti sul territorio e presidiare così le provincie di Bergamo, Cremona, Lodi e Milano nei settori agronomico, zootecnico e meccanico”. Ma qual è la realtà del consorzio per la parte legata alla meccanizzazione? “Copriamo in modo strategico l’area centrale della pianura lombarda, assicurando un servizio estremamente efficiente e capillare che costituisce la forza principale della proposta del consorzio. Oltre a questa sede – nella quale sono presenti un’area commerciale, gli spazi della concessionaria, il magazzini e un’officina con quattro meccanici – l’attività è concentrata a Cremona e, per l’assistenza, in due officine autorizzate situate nei dintorni di Casalmaggiore. Dal punto di vista commerciale trattiamo marchi di livello assoluto, come Manitou per l’ambito dei sollevatori telescopici, che ci permettono di offrire la giusta risposta a tutte le esigenze dei nostri clienti garantendo sempre prodotti di alto contenuto tecnologico, pratici e affidabili. Complessivamente la concessionaria sviluppa un giro d’affari pari a circa 14 milioni di euro all’anno, più oltre 2 milioni di euro per i ricambi. In questo settore ci siamo anche presi qualche soddisfazione. Ad esempio, siamo riusciti a dimostrare che, invece di continuare a lavorare con il carro semovente, utilizzando un sollevatore per il carico dei carri unifeed è non solo possibile, ma anche conveniente passare al carro unifeed trainato di grande cubatura.

Zootecnia ed energia

La proposta non riguarda perciò la macchina in sé, ma la migliore integrazione fra le diverse macchine presenti nella stessa azienda. “È così. Il sollevatore telescopico è normalmente la macchina più utilizzata in azienda, perciò si trova al centro di queste soluzioni che, creando un concreto vantaggio all’impresa agricola, hanno un concreto ritorno in termini di fidelizzazione dei nostri clienti”. “Fortunatamente trattiamo un brand che, sul mercato, è riconosciuto come punto di riferimento. Quando si tratta di fare confronti fra macchine di marchio diverso, Manitou viene sempre preso come termine di paragone. In questo periodo, purtroppo, il fattore prezzo influisce più di prima in una trattativa, ma personalmente sono convinto che chi si accontenta non necessariamente sta facendo un affare”. Spostandoci verso la sede dell’Azienda Agricola Bosco, approfondiamo l’argomento con un esempio. “In questo caso, grazie all’ampiezza della gamma, siamo riusciti a individuare la macchina giusta per le esigenze del cliente. L’azienda, infatti, si occupa prevalentemente di zootecnia, con circa 260 vacche e 110 ettari di superficie coltivata (di cui 85 a mais e 25 a prato), e dispone di un impianto a biogas, dotato di due digestori in serie e di una sezione di cogenerazione. Il Manitou MLT 735 – 120 LSU ci ha consentito di aggiudicarci la trattativa proprio perché si tratta della migliore soluzione sia per la parte zootecnico-agricola, sia per quella energetica. Il tutto – conclude Andrea Franchi – supportato da un servizio rapido ed efficace”.

 

Un quadro d’insieme

Cesare Baldrighi, Presidente del Consorzio Grana Padano e della cooperativa PLAC (Produttori Latte Associati Cremona), è comproprietario dell’azienda con la moglie Daniela De Poli: “L’abbinamento fra produzione di latte (circa 24.000 quintali all’anno) e di energia (4.160 MWh all’anno) è il risultato di una scelta effettuata circa due anni fa, che ci ha permesso di integrare le incerte prospettive imprenditoriali legate all’allevamento con quelle, più interessanti, offerte dalla produzione di elettricità, ottimizzando così entrambi gli ambiti produttivi”.

 

Quali sono le principali caratteristiche di questa convivenza?

“Per la parte zootecnica, l’approvvigionamento delle materie prime è interamente soddisfatto al nostro interno per quanto riguarda il silo-mais e la maggior parte del fieno; acquistiamo solo i mangimi e le erbe mediche, che non sono presenti in zona. L’alimentazione dell’impianto a biogas è invece equamente ripartita, nel rispetto delle leggi vigenti, fra produzione interna ed esterna, e si compone di un terzo di liquami e di due terzi di insilato. Dopo un anno di attività abbiamo deciso di incrementare la potenza dell’impianto, passando dai 500 kW originari agli attuali 750 kW, per massimizzare l’impiego delle risorse senza eseguire opere aggiuntive. Questo ha portato l’impianto al limite, rendendolo sicuramente più conveniente dal punto di vista economico anche se la sua gestione è ora più impegnativa”.

Qual è l’attuale situazione del settore zootecnico?

“La principale problematica che affligge le aziende agricole e, a maggior ragione, quelle che producono latte, è sostanzialmente legata alla scarsità di terreni coltivabili e alla sovrapposizione con altri tipi di insediamenti (abitazioni, industrie, infrastrutture) presenti nella Pianura Padana. I terreni sono cari, di dimensioni prevalentemente contenute e poco accorpati, tutti elementi che obbligano gli imprenditori a esercitare un’attività estremamente difficoltosa e che richiede investimenti, anche in termini tecnologici, molto alti rispetto ai fatturati. Assieme a una serie di vincoli normativi più gravosi rispetto ad altre realtà nazionali, questi fattori risultano determinanti nella formulazione dei costi dell’azienda agricola. Parallelamente, il prezzo medio dei prodotti zootecnici negli ultimi dieci anni non ha registrato sostanziali modifiche, se non al ribasso, anche per effetto delle politiche aggressive praticate soprattutto dalla grande distribuzione. Negli ultimi due anni, a questa situazione si è aggiunta una congiuntura economica che interessa non solo il nostro Paese ma anche gran parte dell’Europa comunitaria, determinando ulteriori difficoltà a chi opera nella zootecnia. Fortunatamente per un prodotto come il Grana Padano la situazione non è così critica: la produzione si sta mantenendo sostanzialmente stabile, i consumi interni reggono e l’esportazione cresce di 5, 6, anche 7 punti percentuali in media ogni anno. Ciò nonostante, non si riescono a spuntare prezzi superiori rispetto a prima”.

In questo quadro complesso, quali sono i criteri che guidano la scelta delle macchine che impiegate quotidianamente?

“Nonostante le situazioni siano differenti giorno per giorno, la zootecnia è un’attività abbastanza standardizzabile perciò, nel caso della nostra azienda, il parco macchine è dimensionato per gestire al meglio le incombenze ordinarie, dalle operazioni in stalla alla lavorazione dei terreni, mentre per le altre attività più specialistiche ricorriamo a terzisti di fiducia. Il sollevatore telescopico è sicuramente la macchina che compie la maggior parte delle incombenze quotidiane, non solo in stalla ma anche nella gestione dell’impianto a biogas, fino all’utilizzo in campo aperto. Quando abbiamo deciso di sostituire la macchina precedente abbiamo perciò ricercato il compromesso ottimale per tutte queste attività. Siamo più che soddisfatti del nuovo Manitou – conclude Cesare Baldrighi -. Non essendo una macchina completamente idrostatica, rappresenta la giusta sintesi fra le prestazioni quantitative richieste dalle operazioni di carico dell’impianto a biogas, la precisione necessaria per il lavoro negli spazi piccoli in azienda e la leggerezza di un mezzo da portare in campagna, dove bisogna evitare danni al terreno e alle colture”.

 

Articolo di Giuseppe Oreto

 

 

Tecnologia compatta
Il sollevatore telescopico Manitou MLT 735 – 120 LSU in dotazione all’Azienda agricola Bosco presenta un’altezza di sollevamento di 7 m e una portata massima di 3.500 kg. La componentistica è all’avanguardia: telaio in acciaio monoscocca, sostenuto da assali Dana Spicer con riduttori epicicloidali ai mozzi e freni multidisco a bagno d’olio autoregistranti; motorizzazione Mercedes 4 cilindri turbo intercooler Euro 3 (123 CV; coppia massima 470 Nm erogata fra 1.200 e 1.600 giri/min) con gestione elettronica; cambio Powershuttle a 4 velocità di marcia in avanti e altrettante indietro, completamente sincronizzate, e trasmissione con convertitore di coppia. La trasmissione è dotata di valvola Super Soft Shift che regola la pressione d’innesto, restituendo un’eccellente progressività all’avviamento e una grande agilità nell’inversione in avanti/indietro. Un brevetto Manitou interessa il sistema di rinvio angolare che distribuisce la potenza fra il cambio e i due alberi di trasmissione. L’ottima motricità del mezzo garantisce un equilibrio continuo di rapporti in trazione, mentre il propulsore assicura massime prestazioni senza aumentare i consumi. Il motore, collocato trasversalmente rispetto al senso di marcia, permette un accesso agevole su tre lati e ha consentito una riduzione del passo della macchina, a favore di un raggio di manovra minimo. In fase di movimentazione il sollevatore MLT 735-120 LSU può far valere sia il braccio in acciaio ad alta resistenza elastica, sia la pompa a pistoni tipo Load Sensing a controllo elettronico (portata 150 l/min), che consente la ripartizione proporzionale del flusso dell’olio per i servizi in base alle richieste dei vari movimenti.

 

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