ECONOMIA

Il momento giusto per reagire

Il Presidente del Gruppo Maschio Gaspardo Unigreen, Egidio Maschio, sprona i colleghi imprenditori a “non mollare e stringere i denti. Perché è questo il momento giusto per investire ed espandersi”.

Una crescita esponenziale, che non accenna minimamente a rallentare, e un fatturato che ogni anno fa registrare molteplici punti percentuali contraddistinti dal segno positivo. Maschio Gaspardo Unigreen non sente crisi. Anzi, in questo quinquennio non l’ha nemmeno percepita, perché tutta la sua attenzione e le sue energie le ha destinate a nuovi progetti e investimenti, a una politica aziendale che ha messo al centro del mirino unicamente il futuro dell’impresa, le sue strategie di ampliamento e i tanti, ambiziosi obiettivi da raggiungere per affermarsi sempre più in tutto il mondo. Il Gruppo, leader nella produzione di macchine per la lavorazione del terreno e originario di Campodarsego in provincia di Padova, sede dell’headquarter, vanta un organico complessivo di oltre 1600 addetti, di cui circa 900 in Italia, e ad oggi possiede 13 filiali commerciali di proprietà, localizzate nei 5 continenti, e 11 stabilimenti produttivi, otto in Italia e tre all’estero, in Romania, Cina e India.

Investimenti non-stop

Gli ultimi progetti realizzati? Il Gruppo ha aperto il 2014 con due nuovi importanti investimenti in Italia: l’acquisizione della Feraboli, azienda storica di Cremona, specializzata nella produzione di diversi modelli di macchine agricole, in particolare per la fienagione, e la partnership con la cremonese Visini, produttrice di rimorchi agricoli carri botte per liquame e digestato e dumper per cereali e insilati. Grazie a queste due operazioni la Maschio Gaspardo ha potuto raggiungere la full-line di prodotto ed è ora in grado di offrire una varietà di macchine di elevata qualità e contenuto tecnologico che coprono tutte le fasi della meccanizzazione agricola. Recentemente, inoltre, il Gruppo si è espanso anche nel difficile mercato del Medio Oriente. Nel biennio 2012- 2013, ha raddoppiato lo stabilimento in Romania, inaugurato una filiale produttiva in India a Ranjangaon, nei pressi della città di Pune, e ha avviato il settimo stabilimento produttivo italiano a Portogruaro (Ve), destinato alla produzione di sprayers trainati, semoventi e seminatrici di grandi dimensioni. Ma non si è fermato qui.

Dall’Iowa all’India

L’azienda ha ampliato anche gli stabilimenti di Campodarsego e di Morsano al Tagliamento (Pn) e ha acquisito la veneziana Finotto Macchine Agricole, implementando la già vasta gamma di macchine per il diserbo e protezione delle colture, la reggiana Unigreen, che ha permesso di estendere la gamma prodotti con le irroratrici, e la Moro di Concordia Sagittaria (Ve), leader nella produzione di aratri. Infine, nel novembre 2013 è nata la nuova Maschio Gaspardo North America, grazie all’acquisizione di uno stabilimento per la produzione di seminatrici di grandi dimensioni in Usa, a De Witt, nello Stato dell’Iowa, e nello stesso mese, ad Agritechnica, il Gruppo ha confermato il rinnovo di un accordo triennale con la divisione Farm Equipment dell’indiana Mahindra, leader mondiale nella produzione di trattori agricoli. Quest’ultima partnership permetterà a Maschio Gaspardo Unigreen di espandersi in modo importante su tutto il territorio indiano, assicurando a Mahindra una fornitura di 30.000 macchine all’anno, con l’obiettivo di raggiungere le 50.000 unità nel 2016, per un valore di oltre 50 milioni di euro.

280 milioni nel 2013

Scelte, queste, rese possibili dai recenti accordi siglati con dipendenti e fornitori – 3 anni di posti di lavoro e ordini garantiti in cambio del congelamento di salari e prezzi di fornitura – e che hanno valso a Maschio Gaspardo il raggiungimento di un fatturato di 236 milioni di euro nel 2012, in aumento del 26% rispetto al 2011, e di 280 milioni nel 2013, per una crescita percentuale di 20 punti rispetto all’anno precedente. “L’obiettivo per il 2014 è quello di arrivare a 330 milioni di euro – chiarisce Egidio Maschio –, e, nei prossimi 3 anni, a 500 milioni. Per questo nel prossimo quinquennio abbiamo intenzione di investire 100 milioni di euro per sostenere la crescita, che realizzeremo attraverso l’ampliamento e l’acquisizione di altre aziende, soprattutto a livello nazionale, dato che la qualità del lavoro e la professionalità che si riscontrano nel nostro Paese sono riconosciute in tutto il mondo”. L’estensione degli stabilimenti esistenti in Italia e all’estero al fine di aumentare la capacità produttiva, infatti, è proprio una delle tre linee guida del piano industriale 2013-2017 di Maschio Gaspardo, che si accompagna alla volontà di incrementare gli investimenti nei mercati in crescita dell’Est Europa, dell’America Latina e dell’estremo Oriente e all’obiettivo di raggiungere la full-line attraverso il completamento della gamma prodotti con aratri, macchine per la fienagione e spandiconcime.

Giorgio ed Egidio Maschio.

 

Full-line di prodotto

“Con l’acquisizione della Feraboli e la partnership con Visini abbiamo raggiunto la full-line di prodotto, – spiega Maschio – adesso siamo in grado di offrire ai nostri clienti una gamma completa che copre tutte le fasi della meccanizzazione agricola, inclusa la fienagione, e ci permette di rispondere efficacemente alle richieste di un mercato in continua evoluzione. Per essere sempre più competitivi a livello internazionale è necessario continuare a crescere”. Dalla prima fresatrice alla full-line di prodotto di un intero comparto industriale: questo il traguardo raggiunto dai fratelli Egidio e Giorgio Maschio in 50 anni di attività. Coraggio e intraprendenza, intuito e determinazione sono stati i valori che hanno guidato ogni loro scelta, fin dal 1964, e che li hanno portati a produrre oggi oltre 200 modelli diversi di macchine attraverso processi fortemente integrati. Questi stessi principi trovano continuità nella seconda generazione già inserita in azienda, con Andrea e Mirco, figli di Egidio, e con Martina e Monica, figlie di Giorgio Maschio.

L’export? L’85% dei ricavi

L’azienda assolve internamente tutte le fasi della produzione, dalla progettazione – realizzata dai 2 uffici tecnici di Campodarsego e di Morsano al Tagliamento – alla carpenteria, dagli elementi semilavorati alla saldatura dei componenti, dalla verniciatura all’assemblaggio, ed esporta le macchine in 100 diversi Paesi del mondo, per un export che ha rappresentato, nel 2013, l’85% dei ricavi totali del Gruppo e che sembra essere destinato ad aumentare. “Punteremo ancora maggiormente all’estero – rivela Egidio Maschio –: il nostro obiettivo è arrivare al 90% dei ricavi aziendali complessivi, oltre non andremo. Probabilmente, poi, nel 2016, ci introdurremo anche nel mercato brasiliano, ma da quest’anno ci concentreremo al meglio sugli investimenti che abbiamo già compiuto in America e su quelli che effettueremo in Italia, per mantenere entro i confini nazionali il cuore della produzione e aumentare i posti di lavoro. È il momento, questo, di investire nel nostro Paese. Chi ha il coraggio lo deve necessariamente fare, e noi il coraggio l’abbiamo”.

Un piano industriale ambizioso

Questo testimonia come il Gruppo continui a investire in un settore che, nonostante la crisi economica, è in crescita, come afferma Maschio. “Noi della crisi non ci siamo nemmeno accorti: siamo gente che lavora tanto, guadagna il giusto e re-investe la maggior parte dei profitti internamente all’azienda, supportando sia il miglioramento delle competenze delle risorse umane che la ricerca e lo sviluppo dei prodotti. Ringrazio per questo, per il loro sostegno, tutti i fornitori, le banche e i dipendenti, che hanno sempre creduto in noi, hanno lavorato con noi e insieme a noi hanno festeggiato ogni successo , proprio come accade in una grande famiglia. Bisogna stringere i denti e non mollare: il mercato è grande, il mondo è ancora più grande, continuiamo a credere fermamente in questo settore! Molto è stato fatto, ma ancora tanto c’è da fare. Una gran parte del Pianeta è sottosviluppata: l’Africa, ad esempio, è un continente quasi inesplorato per il comparto, e credo che sia necessario provare ad arrivare dove finora non siamo arrivati, per poter sfamare chi ancora oggi muore di fame e ha bisogno di lavorare e di coltivare la sua terra. Ogni anno i nostri stabilimenti italiani ricevono numerose delegazioni provenienti da tutto il mondo per avallare la crescita dei rapporti commerciali a livello globale e per sostenere e rafforzare la nostra filosofia aziendale, che tende a favorire le relazioni e la cooperazione internazionale, rispondendo con prontezza alle esigenze di un mercato in piena evoluzione. L’ultimo impegno in questo senso l’abbiamo preso recentemente, ospitando nello stabilimento di Campodarsego la delegazione del Ministero dell’Agricoltura e della Società Pubblica del Commercio Agricolo del Myanmar. Le previsioni indicano che il mercato mondiale delle macchine agricole crescerà fino al 2016 con un tasso annuo del 10% (secondo Datamonitor, N.d.R.), trainato dall’aumento previsto della produzione mondiale di cereali, che segue il trend di sviluppo demografico. Noi, grazie agli investimenti stanziati e alla nostra gamma di prodotti sempre più completa, saremo pronti a competere nei mercati di tutto il mondo”.

 

Articolo di Laura Turrini

 

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Sempre più green
Macchine agricole più efficienti e impianti fotovoltaici che sostituiscono i tetti in amianto: Maschio Gaspardo va verso la sostenibilità ambientale. Una nuova politica ambientale ed ecosostenibile contraddistingue dal 2010 Maschio Gaspardo, sia a livello di prodotto, attraverso lo sviluppo di macchine agricole ad alta efficienza, sia per quello che riguarda i processi produttivi, grazie alla dotazione negli stabilimenti energivori del Gruppo di impianti di autoproduzione da fonti rinnovabili e di sistemi a risparmio energetico, la cui realizzazione è stata affidata a imprese del territorio secondo il concetto del ‘km 0’. Lo sviluppo di un’innovativa seminatrice rispondente alle più moderne tecniche di lavorazione conservativa, che permette di effettuare in un unico passaggio lavorazione, semina e concimazione direttamente su terreno non lavorato riducendo drasticamente il consumo di combustibile, ha permesso a Maschio Gaspardo di essere premiata all’Expo di Shanghai del 2010 e di vincere il Premio Sviluppo Sostenibile 2011. L’azienda ha poi investito 11 milioni di euro nella realizzazione di 3,3 MWp di impianti fotovoltaici sulle coperture in eternit degli stabilimenti italiani del Gruppo, a cui sono seguite la coibentazione degli edifici e l’introduzione di sistemi di monitoraggio e riduzione dei consumi. Grazie a questa iniziativa, che si espanderà nel prossimo futuro anche agli altri capannoni in Italia e all’estero, la Maschio Gaspardo è stata insignita, a fine 2013, del prestigioso certificato internazionale Carbon Trust Standard, per aver ridotto le emissioni nocive del 10%, pari a un risparmio di oltre 800 t di CO2 in atmosfera nel periodo 2011-2012. Un riconoscimento a dir poco importante, dato che il Gruppo padovano è la prima industria metalmeccanica in Italia e la prima azienda produttrice di macchine agricole nel mondo a ricevere tale certificazione. “Continueremo senz’altro a investire nelle energie rinnovabili – specifica Egidio Maschio –, è uno dei nostri obiettivi per il futuro. Sono già in fase di valutazione progetti relativi a impianti di cogenerazione o trigenerazione da integrare ai processi industriali. Relativamente all’ultimo attestato conseguito, la soddisfazione è stata grande: in un comparto in crisi come quello delle macchine agricole italiane, riuscire ad ottenere una certificazione di tale rilevanza è stato a dir poco stimolante”.

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