SCEGLIERE BENE

Lavorare tra gli interceppi

Il controllo delle malerbe e la lavorazione Tra gli interceppi del vigneto possono essere eseguiti congiuntamente ed efficacemente con l’impiego degli erpici rotanti.

Il controllo delle erbe infestanti negli interceppi del vigneto è di fondamentale importanza poiché le “erbacce” sottraggono acqua ed elementi nutritivi alla vite e costituiscono un habitat per gli insetti vettori di gravi malattie, come per esempio la Flavescenza dorata della vite. Possono anche costituire focolai di virosi che si trasmettono alla vite compromettendo produttività e qualità dell’uva e del vino (e quindi anche la redditività del vigneto). Il diserbo meccanico eseguito con attrezzature interceppi è un ottimo rimedio al diffondersi delle erbe spontanee, soprattutto se effettuato con utensili capaci non solo di gestire il controllo delle erbacce ma al contempo di eseguire una lavorazione del terreno arieggiandolo, senza creare strati compattati, in modo da favorire l’inglobamento delle acque meteoriche ed evitare il pericolo di smottamento dei terreni declivi. Gli erpici rotanti interceppi possiedono tutte queste caratteristiche: grazie alla configurazione dei loro utensili, costituiti da coltelli di acciaio con moto rotatorio verticale, smuovono il terreno, sradicano le erbacce frantumandole e miscelandole al terreno, creando uno strato superficiale ben arieggiato in cui possono svolgersi agevolmente i processi di trasformazione della biomassa vegetale in humus, incrementando la fertilità del terreno e la disponibilità di elementi nutritivi per la vite. Il dispositivo di spostamento idraulico automatico messo in azione da un tastatore fa sì che la testata lavorante, una volta giunta in prossimità della pianta di vite, indietreggi o si sposti lateralmente per ritornare in posizione di lavoro sul filare una volta superato l’ostacolo, senza danneggiare le piante e consentendo un lavoro senza interruzioni di marcia, abbreviando i tempi operativi.

Alcuni prodotti da valutare

Gli erpici rotanti interceppi con spostamento automatico della serie CS4 di Gramegna sono caratterizzati da rotori con utensili dal profilo ricurvo e allargato verso l’esterno, che conferiscono maggiore efficacia d’azione soprattutto nei terreni tenaci e in presenza di erba molto folta.  Un’altra soluzione (brevettata) molto interessante della serie CS4 riguarda il dispositivo oleodinamico, alimentato dalle prese del trattore, che consente all’operatore di gestire la sensibilità del tastatore in modo semplice e immediato anche in piena fase di lavorazione. L’operatore può aumentare temporaneamente la resistenza del tastatore durante il lavoro per il solo tempo necessario a vincere la maggiore resistenza opposta da cespi d’erba alta e folta o da piccoli arbusti, evitando lo spostamento del gruppo di lavoro e di lasciare così parte del terreno non lavorato. Lo spostamento laterale del gruppo di lavoro avviene “in linea retta”; infatti, scorre direttamente su un asse cromato di grande diametro che costituisce lo stelo del cilindro idraulico: questa soluzione conferisce grande solidità e una movimentazione molto precisa. Altresì, l’inclinazione idraulica del gruppo lavorante azionabile dal posto di guida consente di operare al meglio anche con l’erba molto alta. La serie CS4 è composta di 6 modelli portati dal sollevatore posteriore del trattore che deve avere una potenza motore compresa tra 35-70 CV (25-51 kW) e pdp di 540 giri/minuto.

 

 

Anche gli erpici rotanti interceppi della Rinieri possono essere una scelta conveniente per operare lo sradicamento e l’interramento delle malerbe negli interceppi dei vigneti. La serie EL nasce nel 1980 con i primi modelli totalmente meccanici, col passare degli anni è stata modificata e migliorata per far fronte alle nuove esigenze degli utilizzatori, realizzando anche i modelli della serie EL-A che permettono l’accoppiamento portato frontale. Oggi i 7 modelli della serie EL e i 7 modelli della serie EL-A consentono la lavorazione interceppi anche con distanze molto ridotte (50 cm), adattandosi anche ai moderni filari intensivi. Tutti i modelli sono dotati di angolazione idraulica della testata lavorante, possono essere dotati di regolazione idraulica della profondità di lavoro e comando di emergenza idraulico con leva manuale o azionato elettroidraulicamente. Lavorano a una profondità di 5-10 cm e richiedono l’accoppiamento con trattori con potenza motore di 30-60 CV (22-44 kW). Per lavorare al meglio in terreni duri e sassosi e in zone molto declivi è stata predisposta la serie ELX che abbina grande robustezza e ridotte misure d’ingombro. I due modelli della serie ELX sono dotati di 3 bracci per lo spostamento azionati da un attuatore idraulico, dispositivo antiurto con molla a gas per attutire anche gli urti più violenti e cardano con dispositivo di sicurezza a nottolini. Possono essere dotati del sistema elettroidraulico brevettato RSA per lo spostamento automatico e richiedono l’accoppiamento portato a trattori con potenza motore di almeno 60 CV (45 kW) e dpd di 540 giri/minuto.

 

 

Il gruppo di lavoro con erpice rotante può essere installato anche su attrezzature interceppi, come per esempio la serie Marte della A.Spedo che, equipaggiata con testata a erpice rotante, può rappresentare una valida scelta per il controllo meccanico delle infestanti sui filari di vigneti e frutteti. In particolare, il tastatore incorporato al gruppo di lavoro può essere tarato con diverse sensibilità in modo da lavorare anche con piantine molto giovani collocate a una distanza di soli 70 cm. I modelli Marte24 sono caratterizzati da regolazioni attuate idraulicamente mentre il Marte Bipower è dotato di regolazioni elettroidrauliche. Entrambi sono equipaggiati con scambiatore di calore dell’olio idraulico per consentire il costante funzionamento dell’erpice rotante (dotato di 3-4 elementi rotanti azionati da un motore idraulico alimentato dal circuito dell’attrezzo) anche nei terreni tenaci. La serie Marte richiede l’accoppiamento portato a trattori con potenza motore di almeno 35 CV (26 kW) e pdp di 540 giri/minuto.

 

Tra le numerose “erbacce” che possono insediarsi negli interceppi del vigneto, si segnalano l’Ortica comune e l’Amaranto comune per il loro rigoglio vegetativo e pericolosità, poiché possono ospitare l’insetto vettore del citoplasma del legno nero. L’Ortica comune si diffonde rapidamente: le piante si riproducono per seme e anche per mezzo di gemme radicali. L’Amaranto comune è una specie annuale con ciclo vegetativo primaverile – autunnale molto rigoglioso, si riproduce per seme: ogni pianta può produrre più di 100 mila semi. Ne consegue una rapidità d’infestazione tra le più pronunciate. Anche la Veronica comune è un’erba particolarmente temibile: ha un ciclo vegetativo molto breve ma riesce a originare più di 2 generazioni l’anno connotando con la sua presenza tutte le stagioni. Un’altra infestante con ciclo vegetativo breve ma con più generazioni nell’arco dell’anno è il Senecione comune, di cui è possibile trovare sulle interfila dei vigneti piante nei vari stadi di sviluppo in tutte le stagioni. Anche la Setaria si propaga rapidamente: una pianta può produrre anche 20 mila semi ma l’aspetto più negativo è rappresentato dal fatto che può ospitare l’insetto vettore del legno nero. Il Chenopodio bianco o Farinello comune è una pianta sensibile al fitoplasma del legno nero; si riproduce per seme (ogni pianta ne può produrre più di 70 mila) e il suo ciclo vegetativo spazia dalla primavera all’autunno. È d’obbligo quindi un attento monitoraggio per intervenire con mezzi meccanici (per esempio: gli erpici rotanti interceppi) nei primi stadi vegetativi delle infestanti e comunque non più tardi della loro fioritura per contrastarne lo sviluppo e la proliferazione.

 

Articolo di Mario Cremona

 

 

 

 

 

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