Un instant book per le agevolazioni

Con un parco macchine a metano che nel nostro Paese è più che triplicato tra il 2000 e il 2012, lo sviluppo del  biometano, per la produzione del quale possono essere usati gli impianti a biogas in esercizio da più anni, offre alle aziende agricole importanti possibilità di investimento e di sostegno al reddito.  Nel 2012 soltanto l’11,5% del consumo lordo annuale di metano del nostro Paese – 23 miliardi di metri cubi (pari a circa 390 metri cubi per abitante) – è stato coperto dalla produzione nazionale, imputabile soprattutto ai giacimenti marini. Nonostante tra il 2011 e il 2012 si sia registrato un incremento di tale produzione (+0,7%), per soddisfare la domanda interna l’Italia continua a dipendere dalle importazioni dall’estero. Per questo, la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto del 5 dicembre 2013 – emanato dai Ministeri dello Sviluppo Economico, delle Politiche Agricole e dell’Ambiente – che disciplina il regime di incentivazione relativo alla produzione di biometano, rappresenta un importante passo avanti per compensare il divario tra domanda e offerta.

E proprio alle agevolazioni sul biometano è dedicato il nuovo “instant book” – il secondo della collana dedicata alle agroenergie – redatto dall’Ente Nazionale Meccanizzazione Agricola (Enama) in collaborazione con il Ministero della Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, e disponibile su  a questo link. Si tratta di una pubblicazione concepita come un vademecum; un “manuale utente” pensato per consentire agli “addetti ai lavori” di accedere in modo tanto agevole quanto immediato a tutte le informazioni ed alle principali fonti normative sulla materia. «Nel nostro Paese – spiega il gruppo di lavoro Enama sulle agroenergie –il biometano è un settore che ha grandi potenzialità di crescita e che offre alle imprese agricole un importante sostegno al reddito. Non solo perché il comparto è ancora largamente inesplorato, ma anche perché permette di sfruttare appieno gli impianti di biogas già esistenti sul territorio, i quali, specie quelli in esercizio da più anni, possono essere riconvertiti a biometano ottimizzando così l’investimento realizzato a suo tempo.»

Altrettanto profittevoli sono gli impieghi cui esso può essere destinato. Il biometano infatti, opportunamente trattato, può essere immesso nella rete di distribuzione oppure può essere utilizzato come carburante per gli autoveicoli. «In Italia, negli ultimi tredici anni il parco macchine a metano è quasi triplicato passando dalle 289mila unità del 2000 alle oltre 719mila del 2012, mentre il numero di impianti di approvvigionamento attivi sul nostro territorio, ne sono stati censiti circa mille nel 2013, risulta del tutto inadeguato a soddisfare l’impetuoso incremento della domanda. Tanto più che il 45% di tali impianti è concentrato in tre sole regioni: Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto. Pensiamo dunque – prosegue l’Enama – alle ricadute positive che può avere lo sviluppo del biometano, anche sotto il profilo della sostenibilità ambientale.»

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