Un nuovo Ministro per l’agricoltura

“L’agricoltura ha una centralità assoluta, e per tanti Paesi è uno dei ministeri più pesanti. Da noi rappresenta il 17% del Pil ed è qui che bisogna individuare i nuovi settori emergenti. C’è tanto lavoro da fare e io darò il massimo”. Sono le prime parole di Maurizio Martina, Ministro dell’Agricoltura fresco di nomina nella squadra di governo di Mattero Renzi.

Per il giovane politico bergamasco non si tratta di un’esperienza nuova, quanto piuttosto di una promozione, avendo occupato la carica di Sottosegretario allo stesso dicastero nella squadra uscente di Enrico Letta. Martina, in questi mesi, ha avuto anche l’importante delega a presiedere la Commissione di coordinamento per le attività connesse all’Expo 2015 di Milano.

Nato a Calcinate (BG) il 9 settembre del 1978 è sposato e ha due figli. Diplomato all’Istituto tecnico Agrario di Bergamo, è laureato in Scienze Politiche. Sul suo sito internet, dopo data e luogo di nascita, il nuovo ministro delle Politiche agricole scrive: ”Mio padre e mia madre hanno sempre lavorato in fabbrica, mentre i miei nonni erano contadini”.

La programmazione e il ‘dossier’ Expo 2015, dove il tema nutrizionale è al centro, rappresenteranno certamente il faro dell’azione del nuovo ministro che, incassati gli auguri di rito di addetti ai lavori e organizzazioni professionali, deve mettersi al lavoro con parecchi argomenti che già riempiono d’ufficio la sua agenda. Gli sarà infatti da subito chiesto di soprintendere alla realizzazione, attraverso i decreti attuativi, dei nuovi indirizzi della politica agricola comunitaria, soprintendere alla riorganizzazione di Agea e Inea, sbarrare o meno la strada agli Ogm secondo quella discrezionalità imputata dalla Ue ai singoli governi.

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