ECONOMIA

Il mercato è adesso

Anticipare i tempi, cogliere le occasioni, investire nella ricerca e saper ascoltare i clienti (cioè i costruttori di macchine agricole) e gli utilizzatori finali. Questa la ricetta vincente del Gruppo ADR che nel 2014 festeggia i 60 anni di attività. all’insegna di un’internazionalizzazione con l’impronta del migliore Made in Italy.

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Da sinistra: Roberto Airoldi, Direttore Commerciale; Flavio Radrizzani, Presidente; Sergio Frigerio, responsabile Ricerca e Sviluppo.

 

Articolo di Cristiano Pinotti

L’evoluzione della meccanizzazione agricola, che ha prodotto un progressivo aumento delle masse e delle prestazioni dei mezzi, con velocità prossime ai 40 km/h e in taluni mercati addirittura superiori, sta rivelando problematiche di sicurezza tipiche dei veicoli stradali, esasperate dalla necessità di coniugarle con alcune caratteristiche proprie dell’uso in campagna, quali gli pneumatici a bassa pressione e la consapevolezza di operare in un ambiente complesso capace di mettere alla frusta l’intero sottocarro. Se a questi aspetti aggiungiamo una realtà globale profondamente diversificata a seconda della latitudine, si dischiude il mercato in cui si muove il Gruppo ADR che, con le radici ben piantate nella sede principale di Uboldo (Va), offre un illuminante esempio di internazionalizzazione intelligente e, soprattutto, sempre pronta a cogliere nuove opportunità.

60 anni di attività worldwide

La piccola impresa artigiana nata nel 1954 di strada ne ha fatta tanta. Eppure, a sessant’anni di distanza, alcune peculiarità persistono con tenacia. Al timone della società, oggi come allora, c’è la famiglia Radrizzani. Flavio, Presidente del Gruppo, guida le società con il piglio dell’imprenditore e la passione di chi ha fatto crescere una realtà importante capace di imporsi anche in mercati dove, di solito, guardano l’Italia dall’alto in basso. Allo stesso modo, parlando con i collaboratori di ADR, si percepisce un reale attaccamento all’azienda, una voglia, quasi artigianale, di offrire il proprio personale contributo per migliorare ancora e conquistare, con la forza delle proprie idee, nuovi e più importanti mercati. Dopo le prime esperienze con gli assali e i semiassi degli anni Sessanta, spesso rivolti al settore delle gru edili, ADR ha trovato la sua strada maestra all’interno del mondo agricolo, che ha sancito la sua prima grande affermazione nel 1989 con l’acquisizione della francese Colaert Essieux. A questa hanno fatto seguito ulteriori acquisizioni e joint-venture in Polonia, Inghilterra, Cina, Brasile, fino alle più recenti, del 2012 e 2013, in Spagna e nuovamente in Francia, con l’inserimento nel gruppo della SAE-SMB. Una spiccata dimensione internazionale che non ha intaccato il legame con il territorio, e in particolare con il comune di Uboldo, che si traduce in un fattivo supporto verso attività sportive e di volontariato. “Oggi la casa di ADR è il mondo – afferma Flavio Radrizzani – e la quasi totalità della produzione effettuata in Italia prende la strada dell’estero. Del resto, il mercato delle macchine agricole in Italia risulta piuttosto limitato se lo si pone a confronto del mercato francese, tedesco o con quello che si sta sviluppando nei paesi dell’Est europeo. La produzione, invece, ha sempre una chiara matrice made in Italy. Il nostro mercato di riferimento è la Germania, è qui che ci siamo fatti le ossa. Andare in Germania e portarsi a casa una grossa fetta, se non la maggioranza del mercato, contro un costruttore tedesco nato 100 anni prima di noi è certo motivo di orgoglio”. Un sentimento ben motivato, dato che oggi il gruppo ADR è composto da oltre 1.200 persone suddivise in 12 società in grado di coprire tutti i mercati internazionali. Un gruppo eterogeneo e complesso ma, come sottolinea Radrizzani, “con il cervello nella sede di Uboldo. Nessuna delle nostre società si muove in modo disgiunto. Ogni azienda ha una propria autonomia e offre il proprio specifico apporto, ma tutto sotto il controllo centrale della sede italiana”.

Un mercato senza confini

La politica delle acquisizioni e delle joint-venture appare particolarmente sviluppata negli ultimi anni. “In quest’ottica – interviene Roberto Airoldi, direttore commerciale del gruppo – è interessante la recente joint-venture stipulata con un partner sudafricano per seguire non solo questo paese, ma l’intera area subequatoriale del continente, che vede nella Repubblica di Pretoria un naturale faro economico. Nel 2012 abbiamo acquisito una società spagnola di lunga tradizione che si dedica alla commercializzazione dei nostri prodotti, mentre lo scorso anno è stata acquisita la francese SAE-SMB, nome importante in Europa e fuori dal continente per gli assali e le sospensioni per il settore industriale. Chiaramente, attraverso le sinergie di gruppo e il know-how di SAE-SMB, miriamo a un’espansione anche in questo settore, più ampio di quello agricolo, dove ci troviamo di fronte a esigenze e prodotti differenti”. Un ampliamento degli orizzonti che comunque si muove da uno zoccolo applicativo che vede il settore agricolo attestato su quote decisamente maggioritarie, attorno al 75-80% dell’intera produzione del Gruppo. “Obiettivo dei prossimi tre anni – spiega Airoldi – è l’incremento della nostra presenza nei mercati extraeuropei, in particolare in quello nordamericano, dove siamo già presenti con una serie di prodotti di alta gamma. Il mondo agricolo è molto diverso da zona a zona e in America la macchina agricola è pressoché senza normative: tecnicamente non dovrebbe viaggiare su strada, ma essere esclusivamente utilizzata attorno alla ‘farm’. Ma anche lì, vuoi per il discorso sicurezza che si sta facendo strada, vuoi per la sempre più grande taglia delle macchine, sta diventando necessario cambiare il sistema di costruzione, montando sospensioni e freni che diano sicurezza alla macchina”.

La gamma: ampia e articolata

ADR mette a disposizione una gamma che è agevole definire full line. “A livello di gamma – continua il Direttore Commerciale – non penso ci sia un altro produttore in grado di offrire la nostra varietà di prodotti nel settore agricolo. Spaziamo dalle piccole applicazioni da 500 kg di portata fino a coprire i mercati americani e russi in cui si richiedono equipaggiamenti per 50-60 t di carico. Con tutte le tipologie di freni, assali fissi e sterzanti, sospensioni meccaniche, idrauliche o pneumatiche”. Il dipartimento di Ricerca e Sviluppo del gruppo ADR ha in particolare concentrato i suoi sforzi sulla definizione di famiglie di sospensioni la cui progettazione è mirata alle esigenze operative e ambientali dei vari campi di applicazione. In questo contesto spiccano le sospensioni attive, oleodinamiche, che i tecnici ADR hanno individuato come le più performanti e versatili. “La loro caratteristica di operare con due fluidi, un liquido ed un gas – spiega l’ing. Sergio Frigerio, responsabile Ricerca e Sviluppo – le rende facilmente adattabili a tutte le esigenze di assetto, stabilità e sicurezza di marcia. L’idraulica agisce sull’assetto, mentre la pneumatica sull’elasticità della sospensione, mediando tra comfort e rigidezza, per ottimizzare il comportamento del veicolo nella marcia in strada e in campagna, assicurando la massima sicurezza anche nelle manovre di emergenza”. In questo comparto la HydrOK, con asse rigido o sterzante, è adatta a veicoli da trasporto caratterizzati da trasferimenti veloci su percorsi asfaltati e a fondo naturale e assicura un’efficace tenuta di strada anche a veicoli con baricentro alto e ai carri cisterna; ha una notevole rigidezza torsionale e una costruzione tradizionale, con bracci a profilo parabolico e ancoraggio modulari che la rendono adattabile a tutti gli assi della gamma ADR.

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HydrOK.

 

Per le macchine che operano su terreni molto accidentati c’è HydroEvo, una sospensione idraulica a bracci indipendenti che garantisce elevata aderenza in tutte le condizioni di esercizio. I bracci di sospensione longitudinali consentono di superare dislivelli notevoli senza oscillazioni sensibili del veicolo. Inoltre la disposizione dei cilindri sotto il telaio del veicolo ne fa una sospensione molto compatta e particolarmente stretta che consente l’utilizzo di pneumatici a bassa pressione di grandi dimensioni senza penalizzare la larghezza del telaio del veicolo che risulta, di conseguenza, più stabile e sicuro. HydroEvo può essere implementata con un sistema di stabilizzazione oleodinamica a controllo elettronico che riduce il rollìo, migliorando la stabilità dei veicoli con baricentro molto alto, delle cisterne e delle macchine per la zootecnia.

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HydroEvo.

 

 

Per le macchine operatrici, forestali e agricole operative in condizioni ambientali estreme ecco il modello STT, una multi-link che assicura tenuta di strada e stabilità del rimorchio in tutte le condizioni di esercizio, consentendo l’uso del ribaltabile anche su terreni scoscesi. Il tutto con un comfort di marcia impensabile con le sospensioni tradizionali. In linea con una flessibilità produttiva volta a servire molteplici e diversificati mercati, il Gruppo ADR continua a dedicare le sue risorse anche allo sviluppo delle sospensioni a balestre. In questo settore l’esempio più significativo è la sospensione modulare KW, apprezzata dai costruttori di pianali per il trasporto di macchine cingolate o per le balle di paglia, soprattutto quando l’esigenza è di mantenere il pianale sotto il metro di altezza e la meccanica sotto il telaio ha a disposizione spazi molto ridotti. Si tratta infatti di una famiglia di sospensioni di profilo molto basso, che utilizza balestre paraboliche compatte, realizzate con acciai di alta qualità per garantire grande flessibilità e portata elevata.

 

Un’idea di Cina

ADR è presente in Cina da circa 20 anni e le sue idee in merito alle potenzialità di questo mercato non rientrano certo nel concetto di basso costo del lavoro. “Siamo in Cina – afferma il Presidente del Gruppo ADR – con due società. La prima è una joint-venture creata alla fine degli anni Novanta. Si tratta di una collaborazione ancora in essere e che sta dando ottimi frutti, costituita per entrare in questo mercato e iniziare a comprenderlo. Un mercato in cui siamo stati pionieri e dove la tipologia societaria rispondeva alle allora inequivocabili disposizioni del governo di Pechino. Nel 2008, per affrontare adeguatamente il mercato cinese, abbiamo invece operato un investimento diretto attraverso una società completamente nostra che si rivolge non solo al mercato interno, che è enorme, ma mira a servire tutte le aree limitrofe”. La strategia ADR è messa a fuoco dal suo Direttore Commerciale che commenta: “la Cina per noi non è un risparmio, non significa produrre a basso costo per rivendere in Europa. In funzione di una futura crescita del mercato cinese e di quelli limitrofi nel settore agricolo-industriale, la nostra strategia è stata semplice: andare in Cina per essere presenti, per essere lì al momento giusto. Il Gruppo ADR è e rimane un gruppo italiano, gestito da una famiglia italiana, con cuore, anima e cervello italiani. Il progetto Cina, infatti, non ha visto una riduzione del personale in Europa o la chiusura di aziende europee”. E ora che la crescita del mercato agricolo è alle porte, ADR ha da tempo una base solida da cui aggredire un mercato dalle potenzialità enormi. “Sino a oggi – prosegue Airoldi – il governo cinese ha sostenuto le costruzioni, ma si parla di migliaia di appartamenti invenduti. Ora si sono resi conto come sia inutile continuare su questa strada e stanno puntando su un settore, l’agricolo, in cui la Cina è drammaticamente carente. Siamo certi che nei prossimi anni il governo metterà a disposizione del settore agricolo notevoli risorse. Inoltre la nostra sede ci permette di servire la Siberia, la Corea, il Giappone stesso, paesi che logisticamente è più sensato affrontare dalla Cina che dall’Europa”.

 

Ricerca e sviluppo

Punto di forza in ADR è certamente la divisione Ricerca e Sviluppo, finalizzata a evolvere un’idea produttiva molto elastica, in grado di servire la totalità delle applicazioni. “Nel settore agricolo – interviene l’Ing. Frigerio, responsabile del comparto – è tutto molto complesso. È essenziale una mentalità snella e flessibile, a causa di macchine molto diverse tra loro, con carichi, situazioni di esercizio e abitudini manutentive estremamente diversificate da area ad area. Per questo, avvicinare e fare nostre realtà differenti poste in mercati differenti ci ha permesso di allargare gli orizzonti, di realizzare soluzioni appropriate e, in alcuni casi, di proporre su certi mercati idee mutuate da altre zone. L’agricoltura delle grandi estensioni di Francia, Germania e Olanda, ad esempio, ci ha permesso di far conoscere anche in Italia un certo tipo di impostazione nelle macchine agricole. Abbiamo imparato tanto ascoltando i nostri clienti, i costruttori di macchine, e gli utilizzatori finali che ci hanno portato i loro problemi”. ADR ha fatto investimenti enormi in tutto quello che è ricerca, sviluppo, verifica, con il laboratorio interno abilitato a rilasciare l’omologazione ECE. Suddivise tra Italia e Francia, nel comparto Ricerca e Sviluppo operano circa 20 persone che si occupano anche dei test su strada. In Italia viene testata tutta la componentistica e i freni, mentre le sospensioni complete vengono provate in Francia lungo le strade di campagna nei pressi dell’unità produttiva.

AGRITECHNICA 2013 : L’intervento del Direttore Commerciale di  ADR GROUP, sig. Roberto Airoldi.

 

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