APPLICAZIONI

La legge del piano inclinato

Il Wacker Neuson ET24 con il Vertical Digging System (VDS) ha dalla sua la Legge del Piano Inclinato. Con la grande differenza che il corpo non accelera in discesa ma si tiene fermo e stabile. Rendendo semplici, rapide e soprattutto sicure molte operazioni in pendenza.

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Articolo di Costantino Radis

Si prenda un piano inclinato. Si metta un mini escavatore al lavoro. Si prevedano lavori forestali di un certo impegno ma in cui gli spazi di lavoro sono limitati sia in altezza che in larghezza. Si metta un dispositivo Vertical Digging System fra il carro del mini escavatore e la sua torretta. Rispetto al normale lavoro su un piano orizzontale la produttività e la sicurezza non cambiano. Ecco come confutare la Legge del Piano inclinato. Per fare questo, però, occorre un mini escavatore Wacker Neuson adatto allo scopo, un utilizzatore che valuti attentamente i reali fattori di costo e una mentalità aperta verso nuove interpretazioni tecniche che vadano controcorrente. E che sfatino alcuni luoghi comuni. Tanto da far preferire, nel lavoro forestale di pulizia del sottobosco e delle rive dei canali, un mini escavatore da 2,5 tonnellate rispetto a modelli molto più grandi. Se poi il mini escavatore è il modello ET24 – con il carro del modello da 2,5 t e la torretta e il braccio del modello da 2,0 t – ci sono ulteriori motivazioni tecniche a sostegno di una tesi in controtendenza ma i cui risultati utili sono evidenti. Sono proprio queste le considerazioni che hanno portato i fratelli Chiesa ad effettuare questa scelta tanto particolare quanto vincente. E non si tratta di “mestieranti” improvvisati bensì di professionisti attivi da generazioni nel settore dell’agricoltura, dell’allevamento e delle lavorazioni in conto terzi che annoverano oltre seicento capi di bovini da carne razza Limousine, più di 300 ettari di coltivazioni e una consistente produzione di energia elettrica da biogas. Senza contare i servizi di trasporto e gestione della alimentazione dello zuccherificio Eridania in provincia di Mantova. Un parco macchine che annovera decine di mezzi fra trattori, mietitrebbie, trince, pale gommate, escavatori idraulici e autoveicoli industriali. Una scelta maturata sulla base di specifiche considerazioni tecniche, sulla fiducia nei confronti della concessionaria BSM e soprattutto sulla validità del sistema VDS installato su un mini escavatore così particolare come l’ET24.

MOTORE E IDRAULICA

Piccolo ma raffinato

L’ET24 è – insieme ai modelli ET18 ed ET20 – uno dei modelli del nuovo corso di Wacker Neuson. Una serie di macchine che – presentata nel 2012 – sta riscuotendo un successo che si basa su una motorizzazione esuberante e su una idraulica di alto livello. Dotato di un motore a tre cilindri Yanmar 3TNV76 Stage IIIa da 1.116 cm³ che sviluppa la potenza di 13,4 kW @ 2.100 rpm. Si tratta di una scelta che ha visto Wacker Neuson – rispetto alla media delle macchine concorrenti di pari categoria – utilizzare una cilindrata superiore del 55% che lavora con un numero di giri inferiore del 15% e con una potenza che arriva anche al 32% in più. L’obiettivo finale è evidente: maggiore durata, minori consumi, maggiore qualità complessiva. L’impianto idraulico segue una filosofia progettuale dello stesso tipo. Le pompe sono quattro, di cui due a portata variabile da 23,8 l/min cadauna (28 l/min x n. 2 = 56 l/min) e che lavorano a 200 bar di pressione, una a portata fissa da 19 l/min con una pressione di 150 bar e una – sempre a portata fissa – da 6,4 l/min per i servocomandi. Le prime tre operano su un distributore a centro aperto con somma delle regolazioni delle portate e con la pompa a portata fissa che interviene solo sulle attrezzature supplementari quando queste sono installate. Una garanzia di prestazioni di alto livello nel momento in cui si impiegano martelli, pinze, frantumatori, trivelle, ecc. e che denotano la spiccata vocazione dell’ET24 per gli impieghi come porta attrezzi e non solo come semplice macchina da scavo. Una delle motivazioni in più che ha spinto verso la scelta di questa macchina.

 

CARRO

Il VDS lo rende unico e imbattibile

Un motore sovradimensionato, un’idraulica pensata per lavorare con le attrezzature e…un carro del tutto unico nel panorama mondiale dei mini escavatori. L’ET24 si distingue dai diretti concorrenti proprio per il suo carro di una classe superiore – decisamente sovradimensionato in rapporto alla classe di appartenenza – e per l’esclusivo sistema VDS (Vertical Digging System). Una conformazione che conferisce all’ET24 una stabilità fuori dal comune sia in piano – in cui il baricentro più alto dovuto al VDS non inficia per nulla le capacità di sollevamento dell’escavatore – che in pendenza, dove la compensazione idraulica dell’assetto di lavoro della torretta permette di lavorare in piena sicurezza quasi ovunque. Una base larga ben 1.400 mm e che appare chiaramente sovradimensionata in rapporto alla categoria. Piace molto la robusta costruzione a “X” che permette di distribuire bene gli sforzi a terra e avvicina l’ET24 agli escavatori di grande taglia. La lama ha dimensioni generose anche in altezza e un profilo che agevola il rotolamento del materiale. Alla stabilità complessiva dell’ET24 contribuisce in modo determinante anche la lunghezza dei due braccetti della lama che permettono non solo operazioni di spianamento più comode ma anche una impronta a terra notevole una volta che la si abbassi completamente. Il sistema VDS – vero e proprio “uovo di Colombo” coperto da brevetto – è costruito in modo estremante robusto, tanto che la sua affidabilità è oggi al di fuori di ogni dubbio. Non è un caso se – come dichiara Wacker Neuson – oltre il 50% dei mini escavatori che lo hanno in opzione (dall’ET18 fino al 50Z3 passando per tutti i modelli intermedi) viene oggi prodotto con il VDS. Costruzione robusta e sovradimensionata per evitare giochi e futuri saltellamenti. Valvole di blocco sul cilindro azionatore per evitare indesiderati movimenti. Elementi protetti da colpi e usure. Tutta l’esperienza che viene dagli escavatori forestali Neuson Ecotec messa a disposizione delle macchine più piccole.

 

CARPENTERIE

Una base che permette tante declinazioni

Se il carro è il “pezzo forte” dell’ET24, braccio e torretta non sono da meno. I progettisti del costruttore austro-tedesco hanno concepito una unica base su cui sono costruiti i modelli ET18 ed ET20. La forma della torretta ha ripreso i vecchi modelli della serie 2 con un decisivo abbassamento del baricentro e un aumento della visibilità in ogni direzione. Un revival che interpreta bene il “Wacker Neuson style” e conferisce carattere e funzionalità a questa macchina. Un evidente sovradimensionamento dei bracci e delle carpenterie per soddisfare esigenze fra loro diverse e che sono unite dall’ombrello di una razionalizzazione produttiva che porta vantaggi sia per l’utilizzatore che per il costruttore. L’utilizzatore ha dalla sua macchine robuste e di classe superiore. Il costruttore si avvantaggia di numeri produttivi elevati (non scordiamo l’accordo con Caterpillar) e di una qualità superiore che diminuisce gli interventi in post-vendita. Il braccio dell’ET24 è disponibile sia con avambraccio corto che lungo. In versione lunga – nonostante la sopraelevazione della torretta dovuta al VDS – l’ET24 scava fino a 2,62 m e arriva in alto fino a 4,16 m. Misure che si riducono a 2,42 m e 4,04 m nella versione con avambraccio corto. Numeri che spiegano la versatilità di questo mini escavatore che – di fatto – strizza l’occhio anche ad applicazioni più impegnative del solito “scavare e spianare”. La forza di strappo è di 1.562 kg, ossia superiore al 60% del peso operativo del mini escavatore. Una garanzia di prestazioni di rilievo che proseguono una lunga storia di robustezza iniziata nel lontano 1981 con i primi modelli Neuson.

 

CABINA

Un comfort da classe superiore

La cabina dell’ET24 ci colloca in una fascia superiore rispetto alla media dei mini escavatori da 2,5 t. Un progetto modulare che ha visto – rispetto al modello precedente – un aumento dello spazio interno di dieci centimetri in senso longitudinale a favore dei piedi, di otto centimetri di larghezza per la porta di accesso a fronte di ben cinque centimetri in meno di altezza complessiva dell’escavatore. I manipolatori sono collocati su due satelliti indipendenti e ribaltabili. Non solo le nuove impugnature sono maggiormente ergonomiche ma integrano i comandi proporzionali per le attrezzature supplementari. Vicino alle due leve trova posto sia una parte della strumentazione – che è ben leggibile – che i comandi per la regolazione idraulica dei circuiti supplementari. Si tratta di una “chicca” che non si trova su macchine di questa categoria e che permette una personalizzazione molto spinta per tutte quelle applicazioni in cui si usano attrezzature come pinze, cesoie, ecc. Wacker Neuson utilizza gli stessi moduli anche per i suoi nuovi modelli più grandi a garanzia di una qualità e un allestimento di classe superiore. Tutti i comandi secondari hanno la colorazione Wacker Neuson in rosso per la sicurezza, azzurro per la traslazione, verde impianto idraulico e grigio impianto elettrico. La leva della lama è molto vicino al manipolatore destro e presenta il commutatore per le due velocità di traslazione. Nel complesso si tratta di una cabina di alto livello in cui – dulcis in fundo – i due ganci collocati sul bordo anteriore del tetto consentono di sollevare comodamente la macchina senza bisogno di usare altri supporti. A vantaggio della sicurezza.

TEST SUL CAMPO

Un piccolo con le ambizioni di un grande

Usare un mini escavatore per i lavori forestali considerati “minori” potrebbe sembrare un paradosso ma – in realtà – occorre prima di tutto capire con quale mini escavatore si ha a che fare. E sembrano averlo capito molto bene i signori Chiesa della Azienda Agricola Chiesa Virginio di Canneto sull’Oglio, in provincia di Mantova. Sia il padre Virginio, fondatore dell’azienda, che i figli Stefano e Alessandro, attuali “motori” dell’attività di famiglia, hanno capito le potenzialità del Wacker Neuson ET24 con VDS e lo hanno voluto nel proprio parco macchine. Non solo lavori di manutenzione, pulizia fossi e piccoli movimenti terra ma anche accatastamento del legname raccolto lungo canali, strade, piccoli avvallamenti, collinette o molto semplicemente per la pulizia del sottobosco. Una vera e propria sorpresa grazie a un impianto idraulico performante che ha consentito – complice la compattezza delle dimensioni – livelli produttivi impensati per una macchina di questa classe. Il principale pregio è dato dal carro del modello superiore con sistema VDS grazie al quale i signori Chiesa riescono a lavorare in pendenza senza problemi. La stabilità data dal carro sovradimensionato consente di sfruttare appieno sia la forza di strappo che quella di sollevamento con dei risultati che hanno abbastanza stupito anche noi. Nella movimentazione di un grosso pezzo di tronco l’ET24 non solo non si è scomposto ma – in una simulazione di lavoro su un piano inclinato – non ha manifestato il minimo cedimento. Oltretutto con avambraccio lungo che riduce la capacità di carico per evidenti questioni geometriche. L’esuberanza idraulica ha messo in luce come la simultaneità dei comandi sia possibile anche quando i carichi di lavoro sono elevati. Non abbiamo avuto problemi ad azionare contemporaneamente rotazione della torretta, braccio e rotazione della pinza per legname. Così come i servocomandi hanno messo in luce una sensibilità che permette di operare con estrema precisione in questo tipo di lavori che – per loro natura – richiedono un continuo posizionamento del carico. “L’ingresso dell’ET24 nel nostro parco macchine” ci hanno spiegato i signori Chiesa “ci ha permesso di svolgere moltissimi lavori che prima facevamo con un escavatore da circa 10 tonnellate con una maggiore produttività, minori consumi e minor rischio. Questo grazie ovviamente alle dimensioni ridotte che ci permettono di lavorare nel sottobosco senza preparazioni aggiuntive e – soprattutto – sulle sponde di strade e canali dove il VDS è impagabile”.

 

UTILIZZATORE & CONCESSIONARIO

Un rapporto di piena fiducia

La BSM è una delle aziende storiche del movimento terra italiano. Nel lontano 1973, ben quattro decenni fa, a San Zeno sul Naviglio, all’inizio della piana bresciana, prendeva vita una delle realtà che nel tempo si è maggiormente affermata nel settore della vendita e assistenza di macchine per le costruzioni con un DNA che l’ha portata, fin da subito, a impegnarsi con convinzione nel movimento terra pesante. Massey Ferguson, Hanomag, Fiatallis, Simit, Fiat-Hitachi. Questi sono i marchi principali che, dalla fondazione fino al 2003, hanno accompagnato la storia di questa azienda conosciuta e stimata anche fuori dai confini regionali. Successivamente ha venduto i prodotti Hitachi e oggi è Concessionaria Wacker Neuson. BSM è legata a filo doppio alla famiglia Tempini con Sergio – tra i fondatori – che attualmente è appoggiato dal figlio Marco nella gestione aziendale. Le frontiere delle macchine cambiano e la BSM si adegua andando ad esplorare nuovi mercati di cui l’Azienda Agricola Virginio Chiesa fa parte. Una delle realtà più frizzanti del territorio mantovano in cui allevamento, agricoltura, silvicoltura, energie alternative e servizi in conto terzi si intrecciano fra loro in modo organico grazie a un parco macchine che comprende decine fra trattori, autocarri e macchine movimento terra.

 

CI È PIACIUTO

carro sovradimensionato

Vertical Digging System

impianto idraulico esuberante

cabina di alto livello

 

CI È PIACIUTO MENO

viste le potenzialità si potrebbe dare un po’ di potenza in più rispetto agli ET18 ed ET20

 

 

 

 

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