BANCO DI PROVA

Polivalenza nel taglio

Dall’erba più tenera ad arbusti già cresciuti. Grazie ad una dotazione di utensili terminali davvero ampia, il decespugliatore FR 410 C-E della Stihl mostra un’eccellente versatilità operativa. E con l’ErgoStart…

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Insieme alla motosega, il decespugliatore è probabilmente la macchina ad uso manuale che da tempo ha travalicato i meri confini forestali, ed è un riferimento per numerose operazioni eseguite comunemente in altri ambiti, quali quello specificamente agricolo, della manutenzione del verde, del giardinaggio, ecc. In particolare, trova il suo ambito caratteristico per la rifinitura di bordi ed aiuole (dove il classico tagliaerba a conduzione manuale o il trattorino rasaerba non riescono ad arrivare), ma anche per lo sfalcio di erbe “rustiche” e/o infestanti in ambiti agricoli, nonché ai margini di sentieri, fossi ecc., nei casi in cui per difficoltà di accesso e/o di movimento risulta difficile o impossibile intervenire con falciatrici o trinciatrici azionate dal motocoltivatore o dal trattore. Il mercato attuale dei decespugliatori offre modelli in grado di soddisfare ogni esigenza, da quella più hobbistica alla macchina polivalente (comunque ad uso privato e per lo sfalcio semiprofessionale), fino ad arrivare a modelli professionali, dotati di motori al top di gamma per la potenza e di una base meccanica heavy-duty, adatta per impieghi gravosi. I decespugliatori destinati esclusivamente alla fascia hobbystica, definiti anche “trimmer”, sono in grado di eseguire in sostanza soltanto la rifinitura delle bordature, e si caratterizzano tipicamente per la presenza di un’asta conformata all’interno della quale è inserito un albero di trasmissione flessibile (di norma un cavo di acciaio), peraltro non adatto a trasmettere coppie elevate. Per questo, non può essere abbinato a motori di elevata potenza, né si possono montare utensili terminali ad impiego gravoso, come ad esempio le testine a sega. Le macchine destinate invece all’hobbista evoluto o all’operatore semiprofessionale sono basate su un’asta all’interno della quale è installato un vero e proprio albero di trasmissione rigido, accoppiato alla sua estremità inferiore ad una coppia conica collocata in un piccolo carter (di norma in fusione di alluminio) in cui sono ricavate le sedi per i cuscinetti di supporto e i relativi paraoli, per la tenuta del grasso di lubrificazione. I motori sono sia a 2 che a 4 tempi, la cilindrata tipica varia tra 25 e 38 cm³, mentre la potenza non supera di solito i 2 CV. La qualità dei decespugliatori di questa fascia è molto variabile: sono comprese macchine molto economiche, con motori “all’osso”, fino a modelli che già mostrano inequivocabili caratteristiche di professionalità. Il prezzo finale delle macchine è infatti grandemente influenzato anche dalla qualità della campana e della frizione centrifuga, della coppia conica, dei cuscinetti di supporto, ecc.

Al top della gamma

Il decespugliatore Stihl FR 410 C-E provato appartiene invece alla fascia dei decespugliatori dedicati ad un impiego intensivo e professionale; la cilindrata dei motori varia tra 38 e oltre 50 cm³, le trasmissioni sono decisamente heavy-duty, e la dotazione di organi di lavoro terminali è molto ampia. Si tratta infatti di macchine dedicate per operare per tempi prolungati anche su vegetazione molto fitta, su aree incolte con rovi e piccoli arbusti, sia tramite testine a filo di diametro elevato che con utensili a sega circolare con denti di varia foggia. In questa categoria sono compresi sia i modelli con asta rigida, che supporta il motore e l’impugnatura a manubrio (che è comoda per lavori prolungati, ma a patto di indossare correttamente le cinghie e gli spallacci in dotazione, finalizzati a sgravare le braccia dell’operatore di parte del peso della macchina), ma anche macchine più complesse, come lo Stihl FR 410 C-E, dove il motore è allocato su un apposito supporto indossato dall’operatore. In apparenza, questa può sembrare una complicazione costruttiva, ma in realtà migliora di molto il comfort, sia dal punto di vista della trasmissione delle vibrazioni (prodotte dal motore verso l’insieme mano-braccio), sia per  l’efficace bilanciamento che in tal modo si ottiene, riducendo così notevolmente l’affaticamento dell’operatore, per un taglio sicuro anche sui pendii più ripidi. Inoltre, sullo “zaino” dei decespugliatori Stihl è stato ricavato un capiente vano porta-accessori impermeabile, nel quale si trovano già in origine gli occhiali protettivi e ovviamente il libretto di uso e manutenzione. È possibile però collocare anche una testina “batti e vai” di ricambio così come due o tre differenti dischi di taglio. Sempre sullo zaino è posizionato il serbatoio della miscela, che ha una capacità di 0,75 l. Lo zaino, pratico da indossare, è ovviamente provvisto di spallacci regolabili e imbottiti. Nonostante la massa di 11 kg circa dell’attrezzatura completa, il bilanciamento è molto curato, in modo da ridurre al minimo l’affaticamento dell’operatore, affaticamento che a ragion veduta è di gran lunga inferiore rispetto a quello avvertibile con macchine di pari potenza di tipo tradizionale. Il “pacchetto” per smorzare le vibrazioni trasmesse dal motore si compone di 3 elementi a molla interposti tra il telaio dello zaino e il gruppo motore e un tampone in gomma collocato tra l’albero motore e l’albero flessibile. La trasmissione del moto avviene attraverso una guaina flessibile che contiene un robusto cavo d’acciaio. Le parti meccaniche e i cinematismi rimanenti sono analoghi a quelli del tradizionale decespugliatore ad asta rigida. L’albero garantisce la trasmissione di picchi di coppia notevoli, tale da poter agevolmente tagliare fusti di qualche cm di diametro.

Il motore

L’FR 410 C-E monta un motore Stihl a due tempi da 41,6 cm³ di cilindrata, grazie ad un alesaggio di 42 mm per una corsa di 30 mm. Anche questo motore si avvale dell’ormai ben nota tecnologia 2-Mix, che in pratica consiste nell’adottare fasature per le quali la fase di “lavaggio” non avviene con i gas freschi provenienti dal carburatore (come sui due tempi tradizionali), ma facendo ricircolare all’interno del motore una parte dei gas di scarico, in modo da diminuire drasticamente le perdite di miscela fresca e abbattere così notevolmente i livelli di idrocarburi incombusti nei gas di scarico, diminuendo al contempo i consumi di carburante. Tra l’altro, proprio grazie al 2-Mix i motori Stihl rispettano i limiti di emissività previsti dalla nuova direttiva EU II. Il motore installato sul decespugliatore FR 410 C-E eroga una potenza massima di 2,7 CV (2,0 kW) a 9000 giri/min (ISO 8993), ha un regime massimo a vuoto di 12500 giri/min, mentre la coppia massima di 2,4 Nm è sviluppata a 6000 giri/min, cioé appena oltre il regime al quale la frizione centrifuga innesta il moto verso l’albero flessibile, che è di circa 4200 giri/min. Il regime minimo è mantenuto a 2800 giri/min circa. L’elevata coppia motrice disponibile già a basso regime rende possibile un’efficace operatività su erba piuttosto fitta.

 

La prova

Nello scorso mese di Marzo, il decespugliatore Stihl FR 410 C-E è stato messo all’opera in diversi ambiti nella zona est della provincia di Milano, per valutare strumentalmente le sue prestazioni in termini di consumi di carburante (e conseguente autonomia di funzionamento tra un rifornimento e l’altro) e di livelli di rumore e vibrazioni, nonché per ricavare impressioni circa la praticità d’uso di alcuni accessori e delle testine terminali disponibili. La macchina è stata fatta inizialmente lavorare con il motore al 50% del regime massimo con la testina a filo Stihl AutoCut 30-2 nello sfalcio di un prato con erba fitta di un primo taglio stagionale, e successivamente, dopo aver montato la lama a 3 denti, è stata impiegata per eseguire la “pulizia” di un’area caratterizzata dalla crescita disordinata di piccoli arbusti di diametro variabile tra 15 e 50 mm circa. In questo secondo caso, il motore è stato regolato al 75% e al 100% del regime massimo. Con un serbatoio della capacità di 0,75 l, l’autonomia di funzionamento, cioè il tempo di lavoro intercorrente tra un rifornimento e l’altro, si è mostrata più che soddisfacente: anche al massimo regime (condizione che in una normale lavorazione non viene peraltro mai mantenuta con continuità) l’autonomia è risultata di poco meno di un’ora. Ciò significa che in una (impegnativa) giornata di lavoro di 8 ore si devono eseguire 7 rabbocchi, considerando il decespugliatore già pronto con il pieno all’inizio del periodo di attività. Tra l’altro, la (necessaria) pausa per il rifornimento è proficua per contribuire al recupero funzionale dell’operatore, che sfrutta i pochi minuti necessari all’effettuazione di questa operazione per un provvidenziale riposo “attivo”. Lavorando al 75% del regime massimo, l’autonomia aumenta in modo praticamente lineare a 1,3 ore circa, mentre con l’acceleratore a metà corsa (e quindi a circa il 50% del regime motore massimo) si arriva a 2,2 ore, con un incremento più che proporzionale rispetto all’operatività più impegnativa. Lo sfalcio di erba fitta è stato eseguito su un’area di 280 m² circa, completata in 21 min, che portano ad una produttività di 800 m²/h. Ovviamente, si tratta di un dato indicativo, perché la capacità lavorativa della macchina dipende da numerosi fattori, quali la natura della vegetazione da tagliare, la giacitura dell’area, la presenza di ostacoli, l’abilità dell’operatore, ecc. Per questo, la rilevazione della capacità di lavoro non è stata eseguita nel taglio degli arbusti, poiché in tal caso la consistenza e la fittezza di questi ultimi è determinante nel condizionare la progressione dell’attività. La misura dei livelli vibrazionali è stata eseguita sulla mano che afferra l’impugnatura presente sull’asta, essendo delle due quella presumibilmente maggiormente interessata dai livelli più elevati. Come atteso, i livelli più alti (1,05 m/s² il valore globale) sono stati registrati nel taglio degli arbusti, con un massimo di 2,51 m/s² nell’asse 2, quello trasversale rispetto all’asta. Su erba fitta, il livello praticamente si dimezza (0,52 m/s²). In ogni caso, si tratta di dati sorprendentemente contenuti, a dimostrazione dell’ottimo bilanciamento, sia dell’albero di trasmissione del moto che dei vari utensili terminali. Lo stesso operatore che ha eseguito le lavorazioni si è mostrato favorevolmente impressionato da questo punto di vista, apprezzando oltremodo la macchina per la sua stabilità. Trattandosi di un decespugliatore spalleggiato con l’unità motrice collocata sullo zaino, sono stati misurati i livelli vibrazionali anche sulla schiena dell’operatore. I valori più elevati, intorno a 0,6 m/s², sono stati registrati sugli assi verticale e trasversale, quelli logicamente interessati dal movimento lineare del pistone e dalla rotazione dell’albero motore. Il valore globale è di 0,9 m/s² circa, al di sotto del limite più severo di 1 m/s², relativo all’esposizione del corpo intero. La scelta costruttiva del motore spalleggiato è però forzatamente penalizzante per quanto riguarda il rumore; se i livelli al minimo (2800 giri/min) sono del tutto accettabili, al regime di potenza massima, ma soprattutto al massimo regime si supera abbondantemente il limite del rischio, per cui durante la fase di lavoro è assolutamente necessario indossare adeguati dispositivi di protezione individuale contro il rumore (cuffie o tamponi monouso o con archetto). Il decespugliatore Stihl FR 410 C-E si è mostrato macchina robusta, efficiente e soprattutto versatile, grazie all’ampia dotazione di testine intercambiabili. Il motore, collocato sulla zaino dell’operatore, gode di alcune innovazioni introdotte di recente da Stihl nella propria produzione, come la tecnologia 2-Mix e il dispositivo ErgoStart, che lo rendono rispettivamente meno inquinante e pratico da gestire. Nonostante una massa di 11 kg, grazie ad un attento bilanciamento l’intera attrezzatura viene “indossata” molto bene, e l’operatore può muoversi agevolmente anche su terreni impervi senza eccessivo affaticamento. A ciò contribuisce anche il livello vibrazionale, davvero molto contenuto. In definitiva: una macchina per veri professionisti!

A cura di Domenico Pessina, Davide Facchinetti

 

Eccellente!

Utensili terminali: una scelta molto vasta di testine intercambiabili permettono un efficiente taglio, dall’erba più tenera a fusti legnosi di 50 mm di diametro e oltre.

Vibrazioni: sono ad un livello sorprendentemente basso, tale da consentire senza affaticamento una lunga operatività.

Multiutensile: in un unico attrezzo è concentrato tutto ciò che serve per abbattere i tempi accessori.

ErgoStart: si rivela molto utile per gestire i frequenti riavvii del motore senza doversi togliere lo zaino dalle spalle.

 

Si può migliorare…

Rumore: ai regimi di lavoro, i livelli sono alti. Ciò è dovuto alla vicinanza di questa importante sorgente sonora all’orecchio del conducente. In questo allestimento occorrerebbe provvedere ad un’insonorizzazione o a qualche forma di schermatura aggiuntiva.

Massa: il bilanciamento generale dell’attrezzatura è ottimo, ma 11 kg sono comunque tanti. Un maggior impiego di leghe leggere per quanto riguarda le parti metalliche potrebbe ridurre la massa totale.

Asta: come già avviene per il modello 460 potrebbe essere utile prevedere l’asta smontabile per agevolare il trasporto anche per il mod. 410.

 

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