Parte bene la “piattaforma balcanica”

Bilancio positivo per la prima edizione di EIMA South East Europe, la rassegna della meccanizzazione agricola svoltasi a Tirana dal 13 al 15 giugno scorso presso il Palazzo delle esposizioni e dei congressi situato nel centro della capitale albanese. Alla manifestazione – realizzata grazie ad una partnership italo-albanese che vede impegnati la federazione dei costruttori italiani FederUnacoma, l’Istituto Agronomico Mediterraneo di Bari, l’Università di Bari da una parte, e il Ministero dell’Agricoltura albanese, l’Ente rurale albanese EKR, l’Università Agraria e il Politecnico di Tirana dall’altra – hanno partecipato 45 industrie costruttrici italiane. Un pubblico stimato in circa 2.500 persone ha visitato la rassegna statica, ha seguito le prove dimostrative sul campo allestite in un’area esterna nei pressi dell’aeroporto di Tirana, e ha preso parte ai convegni organizzati nel contesto della manifestazione. Di argomento politico è stata la “Conferenza Nazionale sull’Agricoltura” promossa dall’EKR, che ha visto fra gli altri gli interventi del Ministro dell’Agricoltura Edmond Panariti, del Presidente dell’EKR Agim Rrapaj, e del Presidente di FederUnacoma Massimo Goldoni; di argomento tecnico il convegno sul tema “Compatibilità delle macchine agricole e degli impianti per l’agroindustria italiani in terra albanese”, promosso dall’Università di Bari, rappresentata dal Prof. Biagio Bianchi, e che si è svolto alla presenza di un pubblico di studenti e tecnici agricoli, con la partecipazione di esperti e docenti anche dell’Università di Tirana. “La rassegna di EIMA South East Europe – è stato sottolineato dal Presidente di FederUnacoma Massimo Goldoni – rappresenta un ponte verso l’intera area balcanica, e punta a divenire un evento di riferimento anche per Paesi quali Bulgaria, Croazia, Grecia, Romania, Serbia, Slovenia e altri della regione, che registrano una crescita dell’economia agricola e che debbono potenziare la propria dotazione di mezzi meccanici e attrezzature”. “Un evento come questo – ha aggiunto il responsabile organizzativo Marco Acerbi – ha anche la funzione di rendere più trasparente il mercato, giacché gli operatori agricoli di questa regione possono confrontare le diverse soluzioni tecnologiche, e negoziare direttamente con le case costruttrici e le reti di vendita ufficiali il prezzo e le condizioni di acquisto dei mezzi meccanici”. Tra i servizi offerti dal nuovo evento espositivo vanno segnalati anche quelli finanziari, resi più accessibili dalla presenza, all’interno della fiera stessa, delle banche accreditate per il finanziamento degli acquisti, e delle agenzie per l’istruzione delle pratiche finalizzate all’ottenimento dei contributi pubblici previsti per la meccanizzazione. Il numero di macchine agricole attualmente esportate dall’Italia verso i Paesi dell’area balcanica ha raggiunto un certa consistenza – nell’anno 2013 l’Italia ha venduto circa 1.000 trattrici in Slovenia, oltre 820 in Bulgaria, oltre 460 in Romania, 450 in Grecia, 270 in Croazia, 180 in Albania – ma i volumi possono aumentare in modo significativo grazie ad un uso mirato dei fondi europei e dei fondi per la cooperazione. La prossima edizione – già annunciata per il maggio 2015 – sarà il “termometro” di questo mercato.

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