IMPRESSIONI DI GUIDA

I nomi non cambiano. Il resto invece sì, e di molto!

SAME rinnova la sua gamma di media potenza: i nuovi Explorer e Dorado ricevono un'eredità di oltre 300.000 mezzi venduti.

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Ogni costruttore di macchinario agricolo (e non solo) ha sempre, nella sua produzione, delle punte di diamante, modelli in grado di creare un legame “eterno” tra il cuore di un agricoltore e una determinata macchina. Per SAME le punte di diamante sono più di una, e tra queste sono sicuramente comprese le mid-range Dorado ed Explorer. Si tratta di due serie, anzi, di due nomi visti i continui rinnovamenti di gamma, che hanno scritto capitoli importanti della storia del marchio in Italia dove, nonostante la continua corsa verso le alte potenze, il trattore di gamma media, il cosiddetto “utility tractor”, può rappresentare il vero factotum aziendale. In casa SAME hanno quindi deciso di puntare forte su questo segmento di mercato, rinnovando profondamente i fondamenti di questi modelli. Il Dorado project È partito nell’ormai lontano 1993, con uno scopo ben preciso: creare un nuovo segmento di mercato nel range di potenza 60-80 CV, cioè quello dei trattori compatti, ma con un elevato livello tecnico e di comfort, analogo a quello di trattori di elevata potenza. Dopo 21 anni (e svariate decine di migliaia di unità vendute), si può certamente affermare che lo scopo è stato pienamente raggiunto. Almeno inizialmente, il nuovo Dorado andrà ad affi ancarsi e ad estendere l’offerta dell’attuale Dorado³, ma con potenze superiori. 4 infatti i modelli previsti, 80, 90, 90.4 e 100.4, che si affi ancheranno al Dorado ³ che ora è da 60, 70 e 80 CV. Le differenze rispetto alla serie precedente saranno però radicali, a partire proprio dal motore: sarà infatti installato il nuovo FARMotion, conforme alle normative antinquinamento al livello Tier4i. Il progetto Dorado non termina ovviamente con il rinnovamento sul solo motore, ma continua anche per molte altre componenti. Le trasmissioni della gamma Dorado sono sviluppate su 2 livelli (meccaniche o a 3 stadi powershift) a cui si può affi ancare un inversore meccanico o idraulico. Nell’allestimento base, la versione Classic sarà disponibile per le potenze di 80 CV (3 cilindri) e 90 CV (sia 3 che 4 cilindri), e comprenderà due trasmissioni meccaniche, a 10+10 e 30+15 rapporti (in quest’ultimo caso con mini e super-riduttore). La versione standard sarà invece disponibile sempre con 30+15 marce o con un cambio 45+45 con powershift a 3 stadi, con la possibilità di viaggiare a 40 km/h a regime ridotto (OverSpeed). In questa versione ci sarà anche l’inversore idraulico sottocarico al volante, il ComfortClutch (comando frizione sulla leva delle marce), lo Stop&Go e il SenseClutch, che permette all’operatore di variare la rapidità di risposta dell’inversore; in particolare, una reazione rapida e decisa si rivela utile nelle manovre con il caricatore frontale, mentre reazioni più dolci e pro- gressive sono più indicate nel lavoro di campo, dove è importante il massimo rispetto del manto erboso e del soprassuolo in generale. L’impianto idraulico a centro aperto è all’altezza della reputazione del Dorado: compatto, ma con elevate specifi che tecniche: una portata di 54 l/min, per asservire fi no a 3 distributori a doppio effetto. Il sollevatore posteriore, disponibile anche a controllo elettronico, esprime l’eccellente esperienza in tema acquisita da SAME DEUTZ-FAHR, a garantire una capacità massima fi no a 3.600 kg (in opzione), a cui può abbinarsi un sollevatore anteriore da 1750 kg. La doppia trazione è ad innesto elettroidraulico (o meccanico, nelle versioni Classic), così come il blocco differenziali. La frenatura integrale sulle 4 ruote, con freni a disco in bagno d’olio, garantisce un’elevata sicurezza di marcia: è possibile anche richiedere la frenatura idraulica del rimorchio. La cabina a 4 montanti garantisce un ottimo controllo visivo in tutte le direzioni: è possibile anche richiedere il tettuccio ad alta visibilità, estremamente utile per operare in sicurezza con il caricatore frontale. Gli ingombri sono contenuti, a garanzia di un’agevole maneggevolezza: la lunghezza del 100.4 è di soli 3,56 m, con una carreggiata posteriore minima di 1,50 m, per una massa di 3300 kg. Tale compattezza della macchina, unita ad un baricentro basso, ne massimizzano la stabilità, ampliandone quindi le possibilità di impiego.

Articolo di Davide Giordano e Mauro Giordano

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