TRATTORI

Magnum alla riscossa

La fortunata serie di Case IH si ripresenta al pubblico con significative novità.

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Da ben 26 anni Case IH propone sul marcato la serie Magnum. E con successo, considerando che ad oggi conta oltre 150.000 modelli venduti, e che questa serie rappresenta tuttora la sua punta di diamante nel segmento dei trattori tradizionali (ovvero senza articolazione centrale, come il Quadtrac). Gli attuali Magnum sono costruiti negli USA a Racine, nel Wisconsin, e possono essere equipaggiati con una trasmissione Full Powershift oppure con un CVX a variazione continua.

I motori

Il concetto “Efficient Power” viene declinato da Case IH con un SCR di ultima generazione, l’ormai nota soluzione di riduzione catalitica selettiva, che grazie all’assenza dell’EGR può garantire consumi contenuti ed emissioni ridotte. La nuova serie Magnum sarà disponibile a partire dal terzo trimestre 2015 e comprende 4 modelli, i cui motori a soli 1800 giri/min erogano potenze tra 284 e 374 CV (209-275 kW), ai quali si aggiunge anche il Magnum 380 (solo in versione CVX) equipaggiato con un propulsore da ben 417 CV (307 kW). Inoltre, grazie all’Engine Power Management, in determinate condizioni (nelle lavorazioni con la pdp, impianto idraulico e in trasporto oltre i 15 km/h) sui Magnum si attiva la funzione Boost, grazie alla quale si può disporre di un tangibile surplus di potenza. Ad esempio, proprio il 380 CVX arriverà ad erogare 435 CV (320 kW). Anche i valori di coppia massima sono notevoli, e vanno da 1229 Nm a 1500 giri/min del Magnum 250 (che aumentano a 1407 Nm a 1400 giri/min con il boost) a 1850 Nm, sempre a 1500 giri/min, dal Magnum 380 CVX. Su tutti i modelli, il “cuore pulsante” sarà il nuovo Cursor 9 di Fpt Industrial, un motore da 8700 cm³ dotato dell’Hi-eSCR, grazie al quale rispetta i severi limiti previsti dallo Stage 4 (Tier 4 Final) in tema di emissioni inquinanti. L’Hi-eSCR è l’evoluzione dell’ormai noto dispositivo che impiega l’AdBlue per l’abbattimento degli NOx, una soluzione che, senza ricorrere né all’EGR né a filtri antiparticolato, consente di ottenere consumi di gasolio contenuti e un lungo intervallo di cambio dell’olio motore (600 ore). Nel dettaglio, si ricorre ad una maggiore nebulizzazione della soluzione di urea nei gas di scarico, per ridurre l’NOx di oltre il 95%, a fronte dell’80% richiesto dalla Stage precedente (3B) della normativa sulle emissioni. Sul Magnum 250 è montato un turbocompressore di tipo tradizionale con valvola waste-gate, mentre su tutti gli altri modelli della serie è stata adottata la versione a geometria variabile con controllo elettronico (eVGT, electronic Variable-Geometry Turbocharger), in grado di migliorare l’erogazione della potenza e la prontezza di risposta del motore, specie ai bassi regimi.

L’articolo integrale di Davide Facchinetti è pubblicato sul numero di novembre di Macchine Agricole.

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