Ci vuole più dialogo…

2-fig1-comandi

Primavera 2015, un qualsiasi angolo di campagna. Una grossa seminatrice, accoppiata ad un altrettanto grosso trattore, sta seminando del mais: vista da fuori sembra una tranquilla ed idilliaca giornata, ma salendo in cabina assieme al conducente si nota subito che in realtà le cose non sono così pacifiche e lineari. L’operatore continua a verificare e modificare i parametri su diversi monitor e centraline: regola la velocità aiutandosi con il computer di bordo del trattore, verifica la traiettoria sullo schermo della guida satellitare, controlla la corretta deposizione dei semi sulla centralina della seminatrice, verifica la pressione dell’irroratrice sull’apposito controller… Per non parlare del momento della svolta, dove deve operare (il più velocemente possibile!) su diversi comandi posti su tutte i box di controllo installati in cabina.

 

2-fig2-monitor

Primavera 2015, nell’appezzamento adiacente… Anche in questo campo un grosso trattore sta trainando una seminatrice. Saliamo anche in questa cabina e… Sorpresa! L’operatore controlla tutte le funzionalità del cantiere di lavoro su un unico schermo, quello in dotazione al trattore. Non deve più perdere tempo a cercare il controller giusto, la visibilità non è compromessa, ma soprattutto il suo stress e è notevolmente diminuito.

Fantascienza?

No, alla base del “miracolo” c’è l’ISOBUS, ovvero l’ormai noto protocollo di comunicazione standardizzato per permettere un efficiente “dialogo” tra qualsiasi tipo di centralina o di interfaccia uomo-macchina. Nato a metà degli anni ‘90 ad opera dell’ISO (International Organization for Standardization), è stato successivamente implementato e concretizzato da diversi costruttori, associati per l’occasione nell’AEF (Agricultural industry Electronic Foundation). Un moderno trattore con Isobus presenta quindi un unico terminale grafico, spesso di grande dimensione, in grado di gestire tutti gli attrezzi compatibili tramite collegamenti appositi realizzati con connettori elettrici standardizzati, messi a punto specificamente. Nella cabina del trattore c’è quindi un vero e proprio computer di bordo, in grado di supervisionare contemporaneamente trattore e attrezzatura, supportando efficacemente l’agricoltore nell’esecuzione delle lavorazioni. Isobus è una grande opportunità anche per i costruttori: appoggiarsi a standard consolidati e riconsciuti, e ricevere la certificazione Isobus-compatibile, permette di ottimizzare i costi di sviluppo e migliorare le possibilità di vendita. Inoltre, grazie alla possibilità di pianificare in anticipo le operazioni e alla possibilità di programmare alcune funzioni automatiche, Isobus rappresenta un incentivo formidabile verso la generalizzazione dell’agricoltura di precisione.2-fig3-isobus

 

E’ facile pertanto prevedere che nel futuro si verificherà un’adozione sempre più massiccia di questo standard. Meno controller e meno cavi in cabina, e più sicurezza per l’operatore e per le macchine. Trattori più tecnologici, quindi, ma anche più semplici da usare, vista la standardizzazione dei comandi. È il primo passo verso una reale robotizzazione dell’agricoltura? Forse si, forse no… Sicuramente è un passo in avanti per migliorare il comfort e il benessere dell’operatore. E scusate se è poco!

Articolo di Davide Giordano

Condividi quest’articolo
1 commento a questo articoloInvia il tuo
  1. forse nemmeno un robot riuscirebbe a controllare 6 o 7 monitor durante la guida. Specie alla svolta di fine campo. Meglio affidarsi a Isobus. Almeno con un monitor solo riesci a controllare tutto.

Invia il tuo commento

Per favore inserisci il tuo nome

Inserisci il tuo nome

Per favore inserisci un indirizzo e-mail valido

Inserisci un indirizzo e-mail

Per favore inserisci il tuo messaggio

Macchine Agricole © 2017 Tutti i diritti riservati