APPLICAZIONI

Pietra miliare

La nuova gamma Merlo Turbofarmer pone un'altra pietra miliare nello sviluppo dei sollevatori telescopici. Il costruttore italiano progetta da zero i suoi nuovi modelli modulari che vedono nella gestione elettronica avanzata un plus del tutto unico nel panorama attuale. E alla guida del Turbofarmer 42.7 le sorprese sono veramente tante.

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Nel 1981 Merlo inventò il primo sollevatore telescopico così come viene modernamente inteso. Nel 1987 ecco apparire il Panoramic che ha rivoluzionato questo tipo di macchina e ne ha elevato gli standard di sicurezza ai livelli attuali. Un cammino lungo e pieno di soddisfazioni che, nell’anno dei festeggiamenti per i cinquant’anni del Gruppo e per gli oltre cent’anni di attività della famiglia Merlo, ha visto la commercializzazione dei primi sollevatori della nuova gamma modulare della serie Turbofarmer. Una nuova gamma che nasce da un foglio bianco e da una impostazione industriale completamente diversa che sfrutta i vantaggi della modularità, abbatte i costi di produzione, alza la qualità del prodotto e permette un elevato numero di versioni grazie alle permutazioni dei vari componenti. Risulta fondamentale la presenza dell’elettronica che, rispetto al passato, è oggi ancora più determinante e si avvantaggia della possibilità di far dialogare i nuovi motori Stage IIIb con un impianto idraulico avanzato. Il risultato è sorprendente e riesce difficile spiegare, a parole, la differenza di comportamento dinamico rispetto ai sollevatori telescopici normalmente intesi. La gestione della macchina è oggi completamente diversa e richiede un approccio che avvicinerà gli operatori di questi nuovi mezzi a coloro che usano i trattori agricoli di alta gamma e le macchine movimento terra. Viceversa, gli operatori abituati all’impiego dell’elettronica troveranno i nuovi sollevatori Merlo molto vicini alle macchine che già utilizzano, portando il loro uso quotidiano verso applicazioni inedite e ancora più produttive. Nuove cabine, nuovi motori, nuove trasmissioni, gestione elettronica dell’idraulica, nuovo design che agevola visibilità e operatività in condizioni limite. Una nuova pietra miliare nello sviluppo di queste macchine che si apprezza pienamente solo una volta seduti al posto guida. Lo abbiamo toccato con mano sui nuovi TF42.7-156 e TF38.10 TT-CS-156-CVTronic.

Leggi l’Articolo di Costantino Radis sul numero di marzo di Macchine Agricole

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