FarmLab: un laboratorio in campo

Il 20 ottobre 2014 veniva costituita la start-up ITPhotonics, grazie all’accordo siglato tra Faresin Industries e un gruppo di quattro giovani determinati, composto da due ingegneri elettronici, un ingegnere informatico ed un agronomo specializzato in alimentazione animale. Oggi, quella ambiziosa start-up è diventata un’impresa di caratura mondiale nell’ambito dell’analisi spettrofotometrica delle commodities, in grado di offrire uno strumento portatile per analisi NIR in tempo reale, l’innovativo poliSPEC, con il quale è possibile applicare in tutta la filiera agro-zootecnica il concetto di precision farming. La rivoluzione FarmLab, così definita poiché riguarda la possibilità di portare in campo tecnologie da laboratorio potenzialmente applicabili ad una filiera agricola completa, in particolare a quella zootecnica, che necessita fortemente di soluzioni in grado di migliorare l’efficienza del sistema produttivo, è una forma di espressione del concetto di economia circolare, in cui ogni fase è utile alla successiva ma anche alla precedente. Le applicazioni possibili dello strumento sviluppato da ITPhotonics, recentemente ampliate grazie alla collaborazione con le Università di Padova, Bologna e Piacenza, interessano sei diversi ambiti, che iniziano e finiscono in campo e che consentono ad agricoltori, allevatori e contoterzisti di gestire al meglio variabili fino ad ora non facilmente controllabili.

Ciò che distingue il poliSPEC è innanzitutto la possibilità di eseguire analisi immediate e direttamente in campo dello stato delle colture, al fine di determinarne l’attitudine alla conservabilità attraverso l’indice di insilabilità, che misura la qualità del foraggio raccolto e la sua propensione a sviluppare correttamente i processi fermentativi che si instaurano durante l’insilamento. Se connesso tramite ISOBUS a mietitrebbie, trince o raccogli-imballatrici, favorisce il monitoraggio delle caratteristiche del prodotto raccolto, fornendo dati georeferenziabili che consentono di sviluppare mappe di produzione. Alle applicazioni più classiche, quali l’analisi degli alimenti e dell’unifeed in fase di miscelazione (che consente di ottenere miscelate di maggior uniformità grazie allo sviluppo del nuovo indice di omogeneità), si affiancano soluzioni esclusive, ovvero l’analisi della razione per mezzo di misurazioni dirette in mangiatoia, che consente per esempio di intervenire sui fenomeni di selezione degli alimenti, analizzando il relativo indice di selezione, e la misurazione dell’efficienza della dieta somministrata verificando il contenuto delle deiezioni.

di Alberto Borile

 

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