Massima versatilità per la neonata “Venierina”

Nelle aziende agricole e zootecniche, le pale si stanno progressivamente affermando come le vere macchine multifunzione, in grado di svolgere un ampio spettro gamma di attività. Questa constatazione ha spinto Venieri a completare la sua gamma nel segmento più leggero con la nuova VF 1.63C, una pala gommata articolata di concezione evoluta, battezzata “Venierina” in onore del primo trattore costruito poco meno di settant’anni fa dalle officine Venieri. La presentazione alla stampa si è recentemente svolta a Lugo (Ravenna), presso lo stabilimento che dal 1980 ospita le attività produttive e direzionali, affiancato dal magazzino dei ricambi e dalla sede del settore R&D che, tradizionalmente, lavora a stretto contatto con l’ufficio tecnico. L’evoluzione dell’azienda – giunta alla terza generazione con il Direttore generale Filippo Muccinelli Venieri, che ha condotto in prima persona l’intero evento – è stata segnata dall’introduzione di significative innovazioni, fra cui la prima trasmissione idrostatica nelle macchine per il movimento terra (1954), l’avvio della produzione delle terne articolate (1986) e il brevetto della prima terna elettrica al mondo (1999).

La visita allo stabilimento, nel quale è in corso di allestimento una linea per la produzione in serie delle macchine più richieste dal mercato, ha confermato come Venieri sia oggi una realtà imprenditoriale di primo livello nel settore della meccanica applicata all’agricoltura e al movimento terra. L’azienda impiega sofisticati strumenti 3D per la progettazione e la simulazione delle sollecitazioni meccaniche e utilizza per le proprie macchine una componentistica all’avanguardia, dalle motorizzazioni Deutz, Perkins e Yanmar alle trasmissioni idrostatiche Bosch Rexroth (su tutti i modelli), dagli assali Dana e ZF alle pompe Casappa, fino ai distributori Walvoil e Bucher. La gamma comprende 3 linee (pale gommate, terne rigide e articolate di piccola e media dimensione), tutte caratterizzate da produttività, efficienza, versatilità e da costi di manutenzione molto contenuti, anche grazie a una filosofia industriale che privilegia la massima affidabilità dei prodotti.

Durante la prova sul test field, la nuova VF 1.63C si è rivelata un concentrato di tecnologia “made in Italy”, che il rinomato marchio romagnolo – particolarmente attivo all’estero anche grazie a importanti collaborazioni OEM con affermati partners di rango mondiale – propone a una clientela di intenditori. Molto interessante è risultata la stabilità dimostrata negli spostamenti sul terreno sconnesso con la benna carica. Abbinato a un corpo macchina ben equilibrato, l’assale posteriore oscillante mantiene la cabina pressoché orizzontale e le ruote in piena trazione, permettendo di scaricare a terra tutta la potenza fornita dal propulsore in condizioni di massima sicurezza.

Oltre al rapporto notevole fra peso operativo (3 t) e forza di strappo (3,84 t), la Venierina coniuga alcune delle soluzioni tecniche che distinguono la produzione della casa di Lugo con interessanti innovazioni, fra cui: massima stabilità e ampia visibilità a 360°; trasmissione idrostatica ad alta pressione;  assale posteriore oscillante; radiatore laterale; cinematismo del braccio che garantisce il perfetto parallelismo delle attrezzature;  ampia varietà di attacchi, tutti con omologazione stradale; 3 versioni della cabina (chiusa, canopy e roll-bar); velocità massima 40 km/h.

L’ampio repertorio di attrezzi compresi nell’equipaggiamento standard (dalle spazzatrici alle benne, dalle lame alle forche, dai trincia alla fresa alla trivella) e la presenza di prese idrauliche rapide sul posteriore, alle quali collegare altri attrezzi, rendono la VF 1.63C una macchina particolarmente versatile. Presentata assieme alla più potente VF 8.63TL – un’altra nuova pala gommata con braccio telescopico, sviluppata principalmente per i mercati dell’Europa centro-settentrionale – la VF 1.63C ambisce a imporsi sui mercati nazionale ed europeo, proponendo quanto di meglio si può mettere oggi a disposizione delle aziende agricole e del movimento terra.

A cura di Giuseppe Lafranca

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