Fieragricola 2018…130.000 motivi per coltivare buone idee!

Fieragricola 2018 ha dimostrato che le idee innovative attraggono pubblico e operatori qualificati

Si dice che i risultati positivi siano meno educativi per la crescita personale e professionale.

Alcuni sostengono che si impari di più dai fallimenti che non dai successi.

Non sono affatto d’accordo. Alla base di tutto ci dovrebbe essere l’onestà intellettuale di chi lavora attorno a un progetto.

Se non si trovano stimoli, se non si trovano nuove idee, si dovrebbe cambiare lavoro. Soprattutto in settori, come quello degli eventi, dove il valore delle idee è alla base di tutto il processo.

Sembra proprio che il “nuovo corso” di Fieragricola, cominciato da qualche edizione e in continua evoluzione, stia segnando una strada da seguire.

L’edizione 2018 si è appena conclusa con numeri decisamente soddisfacenti: 130.000 visitatori, di cui il 15% proveniente da oltre confine, che hanno visitato gli oltre 57.000 metri quadrati espositivi netti.

Superficie occupata da oltre 1.000 espositori, con dieci padiglioni e quattro aree esterne, e che hanno visto l’area tematica della zootecnia esporre 980 animali.

L’idea di base è proprio questa: essere vicini ad agricoltori e allevatori, in qualsiasi loro area di attività, per fornire soluzioni concrete ai loro problemi. A 360°.

La trasversalità delle aree tematiche mette in luce l’integrazione fra soluzioni tecnologiche in cui ogni attore interviene con specifiche competenze.

Approfondire questi aspetti e mettere in evidenza lo stato dell’arte con la presentazione di cantieri di lavoro, laboratori, dimostrazioni pratiche e seminari formativi, permette di coinvolgere positivamente i partecipanti.

Questo modo di pensare ha permesso a Fieragricola di tornare ad essere un vero punto di riferimento nel panorama di settore rimettendo sulla giusta corsia una tradizione che, in un passato recente, si era offuscata.

Che il panorama fieristico nazionale, di qualsiasi categoria merceologica, sia in evidente crisi di idee (e spettatori) è sotto gli occhi di tutti.

L’Italia è passata dal ruolo di protagonista a quello di gregario negli ultimi vent’anni.

I principali colpevoli sono campanilismo, miopia politica e profonda ignoranza delle dinamiche di base di questo settore.

Se a questo si aggiunge una visione provinciale delle dinamiche di crescita, il gioco è presto fatto: alcuni grandi brand fieristici internazionali sono diventati riferimento globali con un modello positivo esportato nei paesi in forte crescita.

In Italia, al contrario, ci sono state fiere completamente cancellate dal panorama internazionale e, in alcuni casi, definitivamente morte.

Ma anche esempi positivi (pochi per la verità) dove le idee, e le persone che le hanno avute, hanno vinto.

Fieragricola e il resuscitato Salone dell’auto di Torino (fiera che fu cancellata definitivamente a fine anni ’80) sono fra i pochi esempi virtuosi.

Samoter, nel movimento terra, ha dato segnali importanti che possono fare sperare per il futuro.

La strada del consolidamento e della crescita è ancora lunga e piena di ostacoli.

Il più grande di questi è sicuramente l’incapacità, tutta italiana, di saper valorizzare in modo positivo chi ha le idee e chi sa capire quali sono i panorami e le prospettive da seguire.

I fatti sono sotto gli occhi di tutti e Fieragricola ci ha fornito ben 130.000 motivi per coltivare le idee. E lasciare da parte parole, campanilismi e, si spera, anche gli incompetenti.

Costantino Radis

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