Costruttori italiani di macchine agricole: quali opportunità?

Costruttori italiani di macchine agricole
La crescita di Arbos è legata alle forti radici italiane e al capitale cinese del gruppo Lovol

L’Italia, con i suoi costruttori di macchine agricole, è un paese in forte chiaroscuro.

Il numero di aziende, spesso anche molto piccole, è incredibilmente alto. Tanto che gli espositori nazionali presenti ad Agritechnica 2017 hanno rappresentato una percentuale notevolmente alta sul totale dei presenti.

Con un livello di fatturato medio, però, che lascia perplessi.

Se da un lato, infatti, ci sono brevetti, capacità inventiva e soluzioni ad hoc per specifiche applicazioni, dall’altro c’è una frammentazione che non permette crescita, investimenti e rincorsa tecnologica nei confronti dei big del settore.

Molti costruttori nazionali di macchine agricole hanno perfettamente capito che il processo di crescita va assecondato anche, se il caso, con alleanze o con cessioni a grandi gruppi.

Un modello imprenditoriale che gli italiani faticano a comprendere ma che, nei paesi anglosassoni, è spesso la regola.

Esempi di exit milionarie di aziende con elevato livello tecnologico sono all’ordine del giorno. Spesso con gli stessi fondatori dell’azienda ceduta che entrano nell’organizzazione acquirente e mettono le proprie capacità al servizio della nuova realtà.

Ovviamente con stipendi adeguati all’impegno e al valore.

A volte, invece, con la vecchia proprietà che reinveste il capitale ottenuto in nuove iniziative.

La diffidenza reciproca e il forte personalismo tipico della cultura italiana portano raramente alla fusione di realtà complementari che, in questo modo, potrebbero ambire a ben altri orizzonti.

Un vero peccato che non porta valore aggiunto e, nella maggioranza dei casi, segna il destino di queste aziende in modo ineluttabile.

Chi riesce a innovare, anche nel motto “piccolo è bello”, porge il proprio sguardo oltre frontiera senza subire la buriana del mercato interno che, solo dopo alcuni anni, è riuscito a dare segnali positivi nel 2017.

Anche in questi casi virtuosi, però, il processo di crescita va cercato e coltivato in modo organizzato.

Le opportunità per i costruttori italiani di macchine agricole sono moltissime. Gli ostacoli alla crescita sono prima di tutto culturali.

Cercare capitali freschi negli investitori esteri può essere una ulteriore strada positiva che porta a risultati di rilievo.

Ci sono molti casi positivi che forniscono spunti altrettanto interessanti. Il cambiamento è possibile con le nuove generazioni.

La visione dei giovani e la loro apertura mentale è la prima e più importante strada da percorrere. E incoraggiare con forza.

Costantino Radis

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