Macchine agricole: brusca frenata nel primo trimestre

Chiuso il 2017 con forti incrementi nelle immatricolazioni di trattrici, mietitrebbiatrici, trattrici con pianale di carico e rimorchi, il mercato italiano delle macchine agricole registra un andamento negativo nel primo trimestre del nuovo anno. I dati, elaborati da FederUnacoma sulla base delle registrazioni presso il Ministero dei Trasporti, indicano a fine marzo un calo del 2,2% per le trattrici rispetto al primo trimestre 2017, un calo del 10,3% per le mietitrebbiatrici, e un passivo del 7,7% per i rimorchi; mentre restano in attivo le trattrici con pianale di carico (+15,7%) e i sollevatori telescopici (+13,6%) pur subendo a marzo una netta riduzione in termini percentuali rispetto al dato di gennaio.

Per tutte le tipologie di macchine l’esame dei dati evidenzia un’oscillazione impressionante tra il primo e il terzo mese dell’anno: le immatricolazioni di trattrici, che a gennaio segnavano un incremento tendenziale del 54,7%, crollano a -29% nel mese di marzo; le mietitrebbiatrici, che segnavano a gennaio +11%, scendono a -38,5% nel mese di marzo; e così i rimorchi, da +10,6% a -16%. Le stesse trattrici con pianale di carico, che nella media trimestrale registrano come detto ancora un attivo percentuale, nella disamina per mesi evidenziano una netta riduzione (+197,6% a gennaio, -50,6% a marzo). Analogamente i sollevatori telescopici, ancora in attivo nel bilancio complessivo del trimestre, passano da un picco di immatricolazioni nel mese di gennaio (+102,2%) ad un calo nel mese di febbraio (-27,9%) e nel mese di marzo (-12,5%), in linea con la vistosa frenata che ha coinvolto tutte le altre tipologie di macchine.

“L’andamento anomalo di questo primo trimestre – commenta Alessandro Malavolti, presidente della federazione italiana dei costruttori FederUnacoma – è l’effetto della Mother Regulation, la normativa comunitaria che ha costretto le case costruttrici ad accelerare, prima dell’entrata in vigore a gennaio di quest’anno dei nuovi criteri di omologazione, le vendite e le immatricolazioni delle macchine in giacenza”.

“L’impennata delle immatricolazioni nel dicembre scorso – spiega Malavolti – ha avuto una coda nel gennaio di quest’anno determinata da uno slittamento burocratico dei tempi di registrazione; ma esaurita la spinta di fine 2017 il mercato ha subito un contraccolpo con il drastico calo delle immatricolazioni. Questo dovuto non soltanto ad una flessione fisiologica successiva al picco di immatricolazioni, ma anche all’andamento climatico della stagione, che ha visto un protrarsi del freddo e degli eventi metereologici invernali e quindi un ritardo significativo nei cicli vegetativi e nelle operazioni colturali che può avere avuto riflessi sulla domanda di macchinario”.

I tempi nella pratiche di registrazione risultano diversi da regione a regione, e per questo – al di là del dato medio nazionale – la geografia delle immatricolazioni si presenta molto differenziata: nel primo trimestre dell’anno le trattrici mostrano, ad esempio, un attivo consistente in Emilia Romagna (+31,2%) e in Sicilia (+30,1%), e una passivo particolarmente pesante in Piemonte (-23,1%) e in Veneto (-29,5%).

“Passata questa fase di assestamento – conclude Malavolti – il mercato dovrebbe riprendere un andamento più lineare, e solo nei prossimi mesi sarà possibile capirne l’effettiva consistenza. L’auspicio dei costruttori è che nel corso del 2018 i fondi per i piani di sviluppo rurale PSR vengano utilizzati in modo sempre più cospicuo per l’acquisto di mezzi meccanici, e che la redditività agricola e le condizioni generali dell’economia italiana possano incoraggiare gli investimenti per l’innovazione tecnologica e il rinnovo del parco macchine”.

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