Trattori a biometano: potrebbe essere la strada giusta?

Trattore New Holland a biometano
New Holland sarà pronta nel 2020 per immettere sul mercato i suoi trattori a biometano

L’interesse che i trattori a biometano stanno suscitando nel mercato è fuori di ogni dubbio.
Il quadro normativo attuale non è ancora così incoraggiante come si vorrebbe ma gli operatori del settore si stanno muovendo in modo costruttivo.
La possibilità di utilizzare i trattori a biometano sta infatti diventando tecnicamente una realtà sempre più vicina.
New Holland ha annunciato l’arrivo sul mercato della prima macchina di questo tipo nel 2020. Praticamente dopo domani.
Una tecnologia ormai matura, soprattutto con la presenza di molti motori a gasolio ormai convertiti a questo carburante e già ampiamente in uso nel settore industriale e nell’automotive.
In recenti fiere di settore che non hanno riguardato l’agricoltura ma che, in qualche modo, sono loro attigue e ne influenzano le dinamiche.
Ad Intermat 2018, uno dei tre saloni europei del movimento terra, CNH Industrial ha presentato tre veicoli industriali a metano già disponibili sul mercato e indirizzati alle applicazioni pesanti del movimento terra.
Scania sta puntando su questo carburante in tutti i mercati.
Ma quali sono i blocchi verso la diffusione dei trattori a biometano?
La prima difficoltà è sicuramente rappresentata dallo spazio a disposizione per lo stoccaggio. Un ostacolo non da poco che caratterizza i trattori da sempre ma che, come sempre succede con dei forti limiti progettuali, ha dato lo spunto a soluzioni motoristiche brillanti che si sono imposte in altri settori. Basti pensare ai motori Diesel multi iniezione con SCR.
In seconda istanza non vi è ancora una effettiva convenienza. Allo stato attuale delle cose, infatti, non decollano nemmeno gli impianti di biometano per la distribuzione in rete.
Solo chi già opera da tempo con gli impianti di biogas sta valutando, per ottimizzare ulteriormente l’investimento dei digestori, di allungare la vita dell’installazione producendo biometano.
Una tecnologia in grado di garantire senza problemi i livelli di raffinazione richiesti dalle norme italiane che, come al solito, sono fra le più stringenti a livello europeo.
Le produzioni possibili sono di alto livello e, capita la potenzialità, in molti vorrebbero contribuire in modo fattivo alla produzione di biometano dando un forte impulso all’economia circolare.
Costantino Radis

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