Carri miscelatori: un universo di soluzioni?

Carri miscelatori Sitrex al lavoro
Sitrex è un costruttore italiano di carri miscelatori che ha puntato sulla tecnologia verticale

I carri miscelatori costituiscono un universo che vive di vita propria.

Le soluzioni messe a punto dai costruttori sono spesso così diverse le une dalle altre che si fatica a capire quali siano gli effettivi vantaggi, o svantaggi, che intercorrono fra l’una e l’altra.

Alla base di tutto ci sono, ovviamente, studi accurati sull’alimentazione dei bovini il cui obiettivo principale è sempre quello di garantire la salute dell’animale.

Ma come possono, quindi, impostazioni così diverse dei carri miscelatori garantire il risultato migliore possibile?

Ogni costruttore ha le proprie soluzioni da giocare che si basano su brevetti, studi, sperimentazioni, prove sul campo.

I due grandi filoni prevedono carri miscelatori orizzontali e carri miscelatori verticali.

Vi è poi anche chi si toglie dalla mischia e propone soluzioni del tutto uniche come, ad esempio, macchine con tamburi rotanti simili alle autobetoniere.

Chi ha ragione?

Difficile a dirsi anche perché all’interno degli stessi filoni di pensiero dei carri miscelatori verticali od orizzontali ci sono poi ulteriori accorgimenti che mirano a ottimizzare il rendimento, a ridurre il calore trasferito alla miscela, a ridurre le usure sul cassone e sulle coclee.

Difficile fare un confronto alla pari visto che i dati di produttività degli allevamenti sono soggetti a variabili molto delicate e difficilmente misurabili se non dopo lunghi periodi di sperimentazione e raccolta di dati.

Questi ultimi dovrebbero essere inoltre misurati in condizioni perfettamente omologhe per macchine con differenti impostazioni. Ciò non toglie che, alla prova dei cinque setacci, un primo importante responso possa fornirci dei dati attendibili. Se la miscela è soddisfacente e se il residuo ad ogni setaccio è costante sulla lunghezza complessiva dello scarico, allora il carro ha svolto bene il proprio pesante lavoro.

L’altro fattore fondamentale consiste nel taglio netto e regolare delle fibre.

Anche da questo punto di vista non si contano i brevetti per raggiungere questo obiettivo che contribuisce in modo determinante al benessere dei bovini, alla loro digestione e alla loro salute.

Ma alla base di ogni soluzione rimane sempre, di base, un corretto utilizzo e una corretta manutenzione dei carri miscelatori che, diversamente, non riuscirebbero a svolgere con efficienza il delicato compito che viene loro assegnato.

Come, del resto, per qualsiasi altra macchina o attrezzatura che viene usata nell’azienda agricola.

Costantino Radis

 

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