Per preparare il suolo in orticoltura

Alcune delle migliori soluzioni tecnologiche per la meccanizzazione dell’impresa orticola hanno dato dimostrazione delle proprie potenzialità nel corso de “Le Giornate del Trentennale”, svoltesi presso il Centro Sperimentale Ortofloricolo “Po di Tramontana” (RO).

Baulatrici  

La preparazione del terreno per la coltivazione degli ortaggi su aiuola può avvenire direttamente su terreno sodo impiegando attrezzature adeguate allo scopo come l’interratrice di Forigo “G35-150” (qui sotto), dotata di rullo folle regolabile, al fine di variare la compattazione del piano di semina, e di una griglia posteriore allo scarico del terreno lavorato, che consente un ottimale interramento di residui colturali, pietre e zolle, offrendo la possibilità di stendere in contemporanea due manichette per l’irrigazione e il film pacciamante. La stessa casa costruttrice ha sviluppato un’interratrice adatta alla preparazione del terreno per la coltivazione dell’asparago, con denti dal profilo speciale, rotore di 80 cm di diametro che lavora adeguatamente il terreno e baulatore trapeziodale per l’asparago verde o semisferico per quello bianco. In prova anche la rincalzatrice per patate “P35-2/90” a marchio Forigo, dotata di baulatore a profilo arrotondato, regolabile in più posizioni per una migliore compattazione.

Pirodiserbatrice

Utilizzabile prima della semina, per distruggere semi di infestanti e spore fungine, eliminando le malerbe, o a fine ciclo, per disidratare i residui e trasformarli da potenziale fonte di inoculo di malattie a sostanza organica prontamente disponibile. Si impiegano bruciatori di tipo premiscelato con due prese d’aria, in fiamma libera verticale e velocità di lavoro di 8 km/h nel caso dell’asparago o con velocità di lavoro tra 1,5 e 4 km/h per altre colture. Qui sotto il prodotto proposto da Mingozzi.

Sarchiatrici

Diverse le novità presentate, a partire dal sistema elettronico di guida autonoma per sarchiatrici “GreenCam” di Maintech (qui sotto), un’interfaccia installabile tra la trattrice e l’attrezzo in grado di correggere la posizione della macchina in funzione della rilevazione della presenza della coltura, compiendo spostamenti laterali del telaio di 150 cm di ampiezza, ad una velocità proporzionale all’avanzamento del mezzo di trazione.

Un concetto di base analogo caratterizza la sarchiatrice automatica “Remoweed”, ideata da Ferrari, dotata di un sistema ottico a infrarossi che regola l’apertura e la chiusura di due braccia laterali munite di lame che rimuovono le infestanti nell’interfila delle coltivazioni a cespo ad una profondità da 8 a 15 cm, potendo lavorare anche su ortaggi a foglia rossa senza richiedere particolari settaggi.

Innovativa è anche la “Robocrop InRow Weeder” della britannica Garford (concessionario italiano Pattaro): questa sarchiatrice è munita di organi ruotanti attorno al proprio asse, terminanti con un piatto a mezzaluna, in grado di girare attorno alla coltura rimuovendo le infestanti fino a 10 mm di distanza, a profondità di 10-20 mm. Il movimento degli utensili è regolato da un processore che analizza le immagini rilevate da una videocamera ed è sincronizzato all’avanzamento.

Fardin presenta invece “MAIA”, sarchiatrice portata interpianta con operatore a bordo, adatta a orticole ma anche fiori ed ornamentali, con profondità di lavoro modificabile elettroidraulicamente, kit alza manichetta e spandiconcime in DPA.

Di Alberto Borile

 

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