Trattori e Mother Regulation: buon senso alla guida!

Trattore Case Optum 270 CVX con botte Crosetto omologata Mother Regulation
Trattori e Mother Regulation: le nuove norme permettono combinazioni che richiedono grande buon senso

Proprio ieri parlavo di trattori e Mother Regulation con due addetti ai lavori.

Un tema di cui avevamo già scritto in questo articolo e che abbiamo ripreso con gli operatori del settore che si stanno cimentando con le nuove combinazioni.

Discorsi fatti davanti a una nuova botte per liquami Crosetto a quattro assi, omologata secondo le nuove norme europee, trainata da un trattore Case Optum 270 CVX.

Due macchine in linea con tutti i nuovi accorgimenti tecnologici per rispondere al dettato normativo.

Il tema “trattori e Mother Regulation” ha aperto nuovi orizzonti applicativi sia per l’ottimizzazione della produttività aziendale, sia per quanto riguarda la guida su strada di pesi e combinazioni completamente inedite.

Aprendo un altro tema fondamentale: la sicurezza e l’esperienza di guida.

Ovviamente non stiamo parlando delle configurazioni intermedie di traino ma dei modelli al top del mercato. Anche perché i reali vantaggi operativi sono dati proprio dalla ottimizzazione dei trasporti con carichi utili sempre maggiori.

Nonostante rimorchi con assali dotati di sterzata elettronica, impianti frenanti completamente rivisti e potenziati, correttori di frenata sempre più precisi, rimangono sempre masse in gioco difficili da gestire.

Masse che sono trainate da trattori che hanno pesi operativi, potenze, trasmissioni e impianti frenanti di alto livello.

Ma rimangono pur sempre masse importanti e che non sfuggono alle leggi della fisica.

I dispositivi e le omologazioni non devono far pensare che lo stile di guida sia lo stesso che si utilizza con macchine più piccole.

Le alte velocità percorribili non sono un obbligo ma un’opzione.

I trattori e la Mother Regulation permettono oggi di ampliare in modo significativo il proprio campo di azione. E per fortuna introducono anche elementi di traino prima preclusi al mercato italiano.

Ma ciò non toglie che il primo compagno per chi si mette alla guida di certe combinazioni sia il buon senso.

Buon senso che significa prudenza e capacità di saper discernere la possibilità di muoversi con agilità in determinati contesti operativi senza arrecare danni a sé e agli altri.

Cosa non da poco. Soprattutto con masse importanti e soprattutto quando ci si muove su strade, quelle italiane, non sempre così facilmente percorribili con macchine che hanno ingombri poco gestibili su carreggiate strette.

Il buon senso! Che sia sempre il compagno in cabina, silenzioso e saggio, per ogni agricoltore alla guida di questi splendidi giganti.

Mezzi capaci di far battere il cuore ma, al contempo, trasmettere quel giusto timore reverenziale che, nelle situazioni difficili, mette al sicuro dai pericoli.

Costantino Radis

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