Potenze delle trinciatrici: una corsa infinita verso l’alto?

Trinciatrice Krone al lavoro
La potenza delle trinciatrici è in lento e costante aumento

Le potenze delle trinciatrici sono dettate da reali necessità operative o sono legate a una rincorsa legata di sole esigenze di marketing? Difficile a dirsi ma la tendenza attuale, in cui i motori installati sui nuovi modelli si rubano lo scettro di “più potente della classe” a suon di cavalli, la dice lunga.

Un trend in continua crescita che vede i grandi big del settore sfidarsi a rincorse di cinque, dieci, quindici cavalli alla volta.

Una trama di un film già visto e che sta coinvolgendo, in un altro settore, i veicoli industriali. Esattamente come sta succedendo, con maggiore pudore, per i trattori agricoli.

Superata ormai da tempo la soglia psicologica della “quota mille”, le trinciatrici stanno viaggiando verso potenze sempre più alte a colpi di manciate di cavalli.

A fronte di una superiore produttività, vale la pena questa continua corsa verso l’alto?

Difficile a dirsi e, anche con i numeri alla mano, difficile a dimostrarsi.

Se da un lato la potenza sempre maggiore permette di elevare le produzioni in campo, questo presunto incremento giustifica investimenti e costi di gestione così importanti?

Difficile interpretare le tendenze attuali in cui l’aumento delle potenze medie divide in modo netto due contrapposte tifoserie.

Avevamo già provocatoriamente parlato dell’aumento delle potenze nel campo dei trattori tirando in ballo una fantastica vecchia gloria del mondo dell’agricoltura.

In questo articolo avevo infatti parlato del Fiat 1000 Super DT che, con i suoi 100 cavalli, rappresentava una vera e propria icona del mondo agricolo di allora.

Una riflessione che, nei social, ha innescato un acceso dibattito da cui è emerso, giustamente, che i margini operativi di allora erano ben diversi rispetto a quelli attuali.

Le potenze delle trinciatrici entrano a pieno diritto in questo dibattito.

Probabilmente non ci fosse stato l’ossigeno vitale degli impianti a biogas non saremmo qui a riflettere sulla potenza delle trinciatrici. E l’impiego di queste macchine sempre più potenti sarebbe limitato dai bilanci in precario equilibrio degli allevamenti nostrani di bovini.

E non avrebbe quel significato che invece oggi rivestono. Non solo in Italia, intendiamoci, ma in tutto il vecchio continente.

Le grandi macchine, così come le grandi potenze, sarebbero infatti appannaggio solo delle grandi superfici tipiche dei paesi dell’est e oltre oceano.

Costantino Radis

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