Agricoltura e territorio: una soluzione sotto gli occhi di tutti.

Escavatore forestale
Chi opera nel settore agricolo e forestale può dare un contributo prezioso per la difesa del territorio

Il binomio “agricoltura e territorio” mi è subito venuto in mente con lo scorrere degli eventi catastrofici di questi giorni.

Mentre scrivo non è ancora finita. Alcune Regioni, distribuite in modo assolutamente casuale sul territorio nazionale, stanno cercando di organizzare le macchine dei soccorsi e del post-evento nel migliore dei modi.

Ma non appena si riesce a trovare qualche soluzione razionale, il maltempo si abbatte con rinnovata violenza.

Segno di evidenti cambiamenti climatici che vanno bel al di là del potere dei singoli ma che suonano come un chiaro appello.

A fronte di aventi così catastrofici che hanno scaricato a terra un’energia di cui quasi non si ha memoria cosa è possibile fare?

Il maltempo ha colpito fortemente anche zone dove la cura del territorio è da sempre esemplare. Ma ciò non toglie che laddove si sia sempre lavorato bene si è riusciti a contenere i danni.

Risulta evidente come l’agricoltura, con il suo presidio costante del territorio, sia la strada maestra per sopperire a tante mancanze.

Agricoltura e territorio non è solo uno slogan ma una vera indicazione su cosa sia possibile fare in modo concreto. Le nuove generazioni sono oggi ben più sensibili al benessere personale e alla fruizione del “bello” di quanto non si possa immaginare.

Il ritorno alle colture di molti giovani che la crisi ha lasciato senza lavoro è un indicatore positivo su come la reazione alle difficoltà sia ancora presente in una parte del paese.

La difesa del territorio è, a mio avviso, il passo successivo per estendere la vigilanza a quelle zone dove lo spopolamento delle montagne ha recato più danni che benefici.

Chi meglio degli agricoltori può essere l’occhio vigile verso quelle problematiche che, sempre di più, dovranno essere risolte.

Agricoltura e territorio è il binomio che occorre assolutamente potenziare. Occorre fare in modo che la pulizia degli alvei sia lasciata a chi lo sa fare e, soprattutto, non sia un “problema a prescindere”.

Bisogna che la manutenzione dei boschi e dei pendii sia curata da chi sa come fare e, soprattutto, da chi può trarne anche un beneficio.

Un radicale cambio di mentalità che metta gli agricoltori, quotidiani protagonisti silenziosi, nel ruolo che è sempre stato di loro competenza. Aiutandoli dove necessario e lasciando che agiscano senza pastoie burocratiche.

Costantino Radis

 

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