Revisione delle macchine agricole: si parte!

Ormai è ampiamente noto ai più: con l’inizio del 2016 entra ufficialmente in vigore la revisione delle macchine agricole, a cominciare dai trattori. Questo provvedimento, già peraltro previsto in origine dal Nuovo Codice della Strada del lontanissimo 1992, diventa quindi operativo dopo un iter piuttosto articolato e… osteggiato. Anche ora non è che tutti gli attori della filiera siano completamente d’accordo (per usare un eufemismo…) e, oggettivamente, le incertezze sulle procedure di attivazione del servizio sono ancora piuttosto numerose.

Gli addetti ai lavori hanno però lavorato alacremente, e diversi aspetti sono ormai definiti.

Il punto della situazione sull’articolazione del servizio è stato messo accuratamente a fuoco in un incontro tecnico svoltosi lo scorso 17 dicembre presso il Palazzo della Cultura, la sede di Tecniche Nuove a Milano, dove sono intervenuti il Prof. Domenico Pessina (nella foto sotto, a sinistra), docente di Meccanica Agraria e Meccanizzazione Agricola dell’Università degli Studi di Milano, e il Dott. Vincenzo Laurendi, del Dipartimento Tecnologie e Sicurezza dell’INAIL.

Nell’incontro tecnico del 17.12 scorso presso Tecniche Nuove si è fatto il punto sull’imminente entrata in vigore della revisione della macchine agricole.

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Così come per tutti gli altri veicoli che circolano sulla strada pubblica, anche per i trattori (e le altre macchine agricole immatricolate, ovvero abilitate a muoversi su strada) la revisione è in primis deputata ad accertare una serie di requisiti minimi inerenti la sicurezza del veicolo, finalizzati a minimizzare il rischio di incidenti dovuti ad inefficienza di uno o più organi o dispositivi. Tutto ciò, come accennato, è stabilito con un elevato grado di dettaglio nel Codice della Strada.

Le macchine agricole, e in particolare il trattore, sono però tipicamente delle macchine atte ad espletare il loro lavoro fuori strada, ovvero nei campi (e nei boschi), dove altri e più vari pericoli sono (abbondantemente) presenti.

Per garantire quindi un adeguato livello di sicurezza del lavoro degli operatori agricoli che conducono tali mezzi, bisogna evidentemente verificare i requisiti atti alla circolazione su strada così come quelli relativi all’attività di campo. Per questi ultimi, ci si deve rifare all’ormai ben conosciuto D.Lgs. 81/08, il testo unico sulla sicurezza nel lavoro.

In definitiva, oltre ai meri aspetti che riguardano la circolazione stradale, per le macchine agricole si tratta di estendere la revisione anche a quelli inerenti il lavoro tipicamente agricolo. Di conseguenza, considerata anche la complessità funzionale e costruttiva di trattori e… dintorni, le verifiche da effettuare (visive, strumentali e prestazionali) dovranno necessariamente essere più numerose e varie rispetto a quelle previste per gli altri veicoli.

Ma, dal mero punto di vista tecnico, come si articoleranno le revisioni?

Gli orientamenti che sono emersi nell’incontro tecnico del 17 dicembre scorso indicano nella collaborazione tra i Ministeri dei Trasporti e delle Infrastrutture e delle Politiche Agricole e Forestali l’impostazione da seguire.

Più in dettaglio, saranno la Motorizzazione Civile (e la rete di Officine già allo scopo autorizzate) per la parte “stradale”, e l’INAIL (e un insieme di soggetti, sia pubblici che privati, da accreditare in tal senso) per la parte “di campo”, che gestiranno a livello operativo la questione revisioni.

Ma… Concretamente, quali verifiche si dovranno effettuare?

Il Prof. Pessina ha illustrato e commentato il contenuto delle cosiddette “Buone prassi” (ovvero il “Controllo periodico dello stato di manutenzione ed efficienza dei trattori agricoli o forestali”, link), un documento già licenziato nel 2012 da un Gruppo di Lavoro appositamente predisposto e coordinato dall’INAIL, che in pratica riporta nel dettaglio tutto ciò che potrebbe rientrare nell’esecuzione di una revisione completa di un trattore.

Dal canto suo, il Dott. Laurendi ha approfondito il senso delle verifiche relative alla sicurezza sul lavoro, ovvero la parte aggiuntiva rispetto a ciò che oggi comprende tipicamente la revisione di un’automobile (o, meglio, di un autocarro, mezzo costruttivamente più simile ad un trattore, anche dal punto di vista funzionale).

In ogni caso, allo stato attuale rimangono diversi punti interrogativi.

Come si svolgeranno operativamente le verifiche? E’stata ipotizzata una soluzione a concentramenti, ovvero il riunire in un momento comune e in un sito predefinito un certo numero di macchine, da sottoporre contestualmente sia alla revisione stradale che di campo. Ovviamente, sarà necessaria la contemporanea presenza dei funzionari rappresentanti sia del Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture che dell’INAIL.

Inoltre, se per il primo ente è già attiva una rete organizzata di soggetti esecutori (le sedi della Motorizzazione Civile e le Officine allo scopo autorizzate), per il secondo tutto è ancora da istituire. Ci si sta muovendo però alacremente: sempre il Dott. Laurendi ha precisato che nella prima parte dell’anno entrante saranno formate diverse decine di ispettori INAIL provenienti da tutte le sedi italiane, mentre dal conto loro anche le ASL (ovvero le prossime ATS, Agenzie di Tutela della Salute) collaboreranno, attuando la medesima azione di formazione per un centinaio di operatori dei loro Servizi di Sicurezza e Prevenzione negli Ambienti di Lavoro. Andranno poi probabilmente a rafforzare questa “task force” altri enti ed organizzazioni pubblici, come ad es. i ricercatori e tecnici di Università, CNR, CREA, ecc. che già operano a vario titolo nel campo della sicurezza in agricoltura, e auspicabilmente una serie di soggetti privati, che potranno dimostrare una comprovata ed effettiva esperienza nello specifico settore.

In prospettiva, dovrà certamente essere creata una struttura superiore, che si occuperà di coordinare e gestire il servizio a livello nazionale, intervenendo con prontezza per apportare quei correttivi che si rendessero necessari per massimizzare l’efficacia della revisione nei confronti del parco italiano della macchine agricole.

Eh si, perché nel 2016 si parte proprio in modo “hard”: il dipanarsi delle scadenze prevede infatti che le prime macchine da sottoporre a revisione nei prossimi due anni siano i trattori immatricolati prima del 1974, ovvero proprio quei mezzi ultraquarantenni (e non sono pochi…) che presumibilmente sono nella gran parte dei casi in condizioni molto precarie di uso e manutenzione.

Le prime macchine da sottoporre a revisione saranno i trattori immatricolati prima del 1974, ovvero proprio i mezzi che presumibilmente sono in condizioni di uso e manutenzione molto precarie.

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Facile prevedere che occorrerà un notevole sforzo, sia dei proprietari-utenti che dei tecnici, per attuare un’effettiva “messa a norma” delle macchine.

Ma, come è ben noto, la sicurezza sul lavoro (in senso lato) va presa sul serio. Perché c’è in ballo la vita delle persone…

Articolo di Domenico Pessina

 

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