SPECIALE ANNIVERSARIO

Traguardi raggiunti, sfide future

ARAG CELEBRA I 40 ANNI DI ATTIVITÀ CONTINUANDO A LAVORARE PER CRESCERE. L’AZIENDA REGGIANA PUNTA SU RICERCA, TECNOLOGIA E ACQUISIZIONI PER CONFERMARE IL SUO RUOLO SUI MERCATI GLOBALI NELLA PRODUZIONE DI ACCESSORI PER IRRORAZIONE E DISERBO.

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L’avventura di Arag è iniziata a Rubiera (RE) nel 1976. Sono passati quarant’anni e oggi l’azienda è riuscita a imporre il suo nome a livello mondiale come principale punto di riferimento nel settore degli accessori e spraying per l’agricoltura di precisione. La collaborazione diretta con i principali costruttori internazionali fa del gruppo emiliano il più importante produttore mondiale di sistemi per macchine da irrorazione e diserbo, con un catalogo prodotti, costituito da oltre 3600 voci, che propone una scelta completa, dai GPS ai computer, sistemi di monitoraggio, ugelli, coperchi, valvole, filtri e molto altro ancora. La presenza in oltre 110 Paesi nel mondo, trecentocinquanta collaboratori e una sede produttiva centrale che si sviluppa su un area di più di 24.000 metri quadrati sono i punti fermi di un’azienda che celebra il suo quarantennale rilanciando la sua voglia di crescere ulteriormente, come conferma il presidente e fondatore, Giovanni Montorsi (nella foto sotto). “Se guardo indietro, a quando siamo nati, a tutto quello che abbiamo fatto e ai risultati ottenuti – dice – non posso che dirmi stupito e positivamente impressionato. La nostra storia è partita come quella di una piccola azienda locale e oggi ci proponiamo tra i leader mondiali di settore grazie a una presenza capillare nel mondo. Uno scenario anche solo difficile da immaginare al momento in cui tutto è partito. Questo, però, non significa aver raggiunto un traguardo finale o un punto d’arrivo, anzi. Lavorando giorno per giorno siamo perfettamente consapevoli di poter fare ancora molta strada e di poter crescere ulteriormente. L’agricoltura moderna necessita sempre di più di soluzioni tecnologicamente avanzate e la nostra sfida è quella di continuare a presentarci sul mercato come un partner affidabile e di qualità”.

Strategie di crescita

La politica di Arag continuerà a essere vocata alla crescita. In questi mesi sono state completate alcune operazioni strutturali importanti e altre ne seguiranno, nell’ottica di potenziare la rete attraverso alleanze e acquisizioni mirate. Come quella recentemente formalizzata in Bulgaria e già operativa in un distretto industriale a forte concentrazione di imprese italiane. Il Gruppo guidato da Montorsi ha rilevato le quote di una società, precedentemente fornitrice Arag, specializzata nella produzione di soluzioni per il cablaggio dei sistemi pensati per il settore agricolo. Un settore, spiega Montorsi, che necessita di una forte specializzazione e di una spiccata capacità di offrire soluzioni ad hoc. “L’acquisizione – aggiunge Montorsi – rientra nell’ottica di volersi sempre presentare ai grandi player a cui ci rivolgiamo con la capacità di offrire tecnologie innovative e originali. Questa azienda è cresciuta con noi, ma da sola non avrebbe forse mai avuto la forza di compiere un vero e proprio salto di qualità, mentre oggi che è entrata a far parte della famiglia Arag dà lavoro a ottanta persone e ha certamente ottime prospettive di crescita”. Il rafforzamento internazionale passa anche per l’apertura di una nuova filiale in Australia, annunciata alla fine del 2014 dopo il raggiungimento di un accordo con l’allora distributore locale per la realizzazione di un magazzino in grado di fornire l’area di prodotti Arag con maggiori puntualità e precisione e per assecondare in questo modo la sempre crescente richiesta delle soluzioni di qualità offerte. Altro tassello, la recente inaugurazione del nuovo stabilimento a Rosario, in Argentina, su una superficie di 4500 metri quadrati, e punto di riferimento per tutto il mercato americano. Il Paese latino, del resto, rappresenta una storica “forza” produttiva e distributiva per Arag, seconda solo dopo la casa madre per importanza e fatturati e, grazie anche alle filiali in Brasile, Bolivia e Uruguay, consente di mantenere una leadership indiscussa nel mercato sudamericano, con la prospettiva di rappresentare le teste di ponte per un approccio mirato anche agli Stati Uniti. Ultimo capitolo alla voce “lavori in corso”, questa volta tutto interno, riguarda il quartier generale di Rubiera, dove a inizio 2017 si arriverà al raddoppio del magazzino automatico, pensato per aumentare l’efficienza delle consegne ma, soprattutto, per ospitare i continui aumenti di catalogo, già oggi in grado di assicurare migliaia di voci. “Ogni volta che penso a una riduzione –scherza Montorsi – arrivano ordini proprio per quelle soluzioni che stavo considerando di eliminare. Se aggiungiamo l’aumento medio di volume dei prodotti, non ci restava che pensare a un aumento degli spazi a magazzino in modo da poter essere sempre più reattivi nell’evadere le richieste”.

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La chiave è la ricerca

Ricerca, sviluppo, investimento sulla formazione di talenti sui quali puntare per favorire la competitività aziendale. Da sempre, le politiche di Arag sono fortemente orientate a reinvestire parte del fatturato nel settore R&S, che solo a Rubiera occupa 35 persone su un totale di 270 presenti nella sede storica. Per questa divisione del Gruppo gli investimenti si assestano sul 5-6% del fatturato annuo. “È una condizione necessaria per continuare a rimanere competitivi” –conferma Montorsi. “Un’azienda che si limita a proporre, di anno in anno, un catalogo immutato solo perché forte dei precedenti successi, è destinata prima o poi a subire un pesante stop dai mercati. Ecco perché rimane ferma la nostra volontà di inserire nuove figure professionali sempre più preparate, soprattutto ingegneri elettronici e meccanici. Paradossalmente il nostro reparto ricerca è sotto organico. Siamo esigenti, ma non sempre le università riescono a sfornare nuovi professionisti con il livello di preparazione che incontra le nostre necessità. Non credo di essere presuntuoso, ma se potessimo contare su altri 8-10 tecnici in grado di rafforzare l’organico nella ricerca, si aprirebbero scenari di crescita da raddoppio del fatturato”. L’ingresso di “forze fresche” interessa anche il management? “Prima o poi ci dovremo pensare – chiosa Montorsi – anche per un semplice fattore anagrafico, legato a chi, come me, ha visto nascere questa avventura. Da questo punto di vista, siamo per un ricambio generazionale basato sulla preparazione e il merito di chi lavora con noi e dimostra di poter crescere passo dopo passo insieme all’azienda. Preferiamo puntare su questa politica piuttosto che su un modello basato sull’ingresso di manager esterni”.

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