La “versione Bio” della fresatrice Tiger 190

Una delle ultime novità della gamma Celli è la fresatrice TIGER 190 “versione bio”. L’azienda, forte di una lunga esperienza nella produzione di fresatrici, è partita dal progetto di un modello “tradizionale” per sviluppare soluzioni meccaniche che consentano una lavorazione minimale del terreno: ne è un esempio la coppia di ruote anteriori gemellate grazie alle quali è possibile ottenere una regolazione estremamente precisa ed uniforme della profondità di taglio, in una fascia di terreno (da 3 a 9 cm) dove, mixando la massa organica tagliata con la terra, si ottiene l’effetto compost, che prepara il suolo all’azione della seminatrice. Progettati ad hoc anche i bracci del terzo punto, più lunghi rispetto alle macchine tradizionali, così da mantenere le ruote gemellate alla giusta distanza da quelle del trattore. Altro elemento chiave è una ventola appositamente ideata, la cui apertura maggiorata evita che il materiale organico tagliato possa urtare contro di essa, preservando l’effetto “naturale” della creazione del compost. A ciò si aggiunge un rotore che, grazie ad ingranaggi per frangor, raggiunge una rotazione più rapida, a 320 giri (invece dei consueti 250): questo consente di ottenere una trinciatura, ovvero di recidere le infestanti molto nettamente e precisamente alla loro radice, ed evitare che ricrescano senza utilizzare diserbanti chimici. Anche le zappe, infine, hanno un angolo di entrata più “aggressivo”, proprio per trinciare la massa lavorata ed evitare la compattazione del terreno. La nuova versione della TIGER 190 vanta inoltre un ingombro ridotto, nel rispetto delle più recenti normative internazionali che fissano a 3 metri la larghezza massima per poter circolare regolarmente su strada.

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