Potenza dei trattori: cento cavalli possono bastare?

Potenza dei trattori
Il Fiat 1000 Super DT ha fissato la barriera psicologica dei cento cavalli nella potenza dei trattori (foto Centro Storico Fiat)

La potenza dei trattori è oggetto di dispute infuocate in cui le soglie limite si stanno alzando sempre più.

Ma qual’è la corretta definizione di “cavallo”, ancora oggi usatissima unità di misura, data da James Watt? Ebbene, si tratta di una unità molto concreta che lega il lavoro svolto da un vero esemplare equino in grado di trainare 33.000 libbre alla velocità di un piede al minuto. Insomma, un grandissimo pasticcio per chi non è abituato a ragionare come nel Regno Unito.

A prescindere dal fatto che nel Sistema Internazionale l’unità di misura della potenza è proprio il Watt, dal nome del geniale ingegnere scozzese, si tratta sempre di Lavoro svolto nell’unità di tempo.

Ed è proprio qui che nasce, a mio avviso, un equivoco di base che ha portato parecchi equivoci sulla potenza dei trattori.

Nella corsa alla potenze a cui stiamo assistendo da anni ci sono comunque dati di vendita che confermano come il range che insiste fra i novantacinque e i centodieci cavalli sia sempre quello maggiormente gettonato dal mercato italiano.

La spiegazione è presto data: dimensioni aziendali medio piccole, dimensione media degli appezzamenti, contesto operativo in cui la compattezza è una qualità che pesa sulla scelta della potenza dei trattori.

Ma il mio ragionamento vuole andare oltre. Chi lavora oggi con macchine di alta potenza, e stiamo parlando di potenza dei trattori che supera senza problemi i duecento cavalli, ricorda sempre con grande nostalgia trattori come il Fiat 1000 Super DT.

Con parole di lode e ammirazione in merito alla resa, alla capacità di affrontare terreni compatti e coriacei, di sapersi districare in lavori pesanti e impegnativi.

Quasi come se quei “cento cavalli” fossero superiori ai trecento portati in dote dal trattore attuale usato tutti i giorni.

Come mai esiste questa convinzione nonostante la fisica non sia un’opinione?

Sicuramente si era tutti più giovani e la nostalgia spesso gioca brutti scherzi alla memoria.

La guida era forse più coinvolgente “grazie” al minore comfort che però faceva emozionare quando ci si sedeva al posto guida.

In realtà le cose sono un po’ diverse e il maggiore comfort, la maggiore silenziosità e la maggiore tecnologia creano quel distacco dal trattore che lo rende meno coinvolgente ma sicuramente più produttivo.

Molti sono ancora abituati a vedere il consumo orario senza rapportarlo alla produttività per ettaro.

Discorso molto strano in un’epoca in cui valutiamo attentamente il consumo per chilometro di un’automobile ma non facciamo lo stesso quando non rapportiamo la potenza dei trattori che acquistiamo a identici parametri di produttività.

Ma alla fine, quei famosi “cento cavalli”, possono bastare?

Costantino Radis

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