Coltivare digitale: quanti sono pronti?

Agricoltura digitale
Le tecnologie digitali sono l'unica strada possibile per aumentare l'efficienza delle aziende agricole

“Coltivare digitale” è il titolo di un bel convegno che, la scorsa settimana, è stato organizzato dagli studenti della Facoltà di Agraria dell’Università di Torino.

Un tema di cui abbiamo già parlato in più occasione e che diventa spesso argomento di discordia.

Per quanto possa sembrare incredibile non si tratta solo di un fattore legato all’età anagrafica di chi lavora in agricoltura. Difendere o denigrare i processi digitali in agricoltura va oltre questo aspetto.

Quando, in questo articolo, parlammo di impianti GPS per la guida assistita ci furono delle reazioni molto accese nelle discussioni sui social network.

Le aziende agricole devono recuperare efficienza per avere marginalità che consentano investimenti e crescita. Il digitale è la strada principale da percorrere per riuscire a centrare questi obiettivi.

Ma perché c’è così tanta resistenza nei confronti di una tecnologia che dovrebbe, e nei fatti succede, migliorare la vita e il lavoro degli agricoltori?

Questa resistenza non c’è ovunque ma, nei paesi evoluti, soprattutto in Italia. Le motivazioni sono tantissime.

Il nostro paese oppone da sempre una fortissima resistenza al cambiamento e alla tecnologia. In qualsiasi settore.

Il “coltivare digitale” è nato nel nord America vent’anni fa e la convinzione che non sia adatto al nostro contesto è radicata nel pensiero degli agricoltori italiani.

Nella realtà dei fatti l’uso di tecnologie digitali aumenta la produttività in modo esponenziale proprio nei terreni in cui le caratteristiche sono difficilmente uniformabili. Ossia come i terreni italiani.

Non si tratta solo di utilizzare l’autoguida satellitare, come molti pensano, ma il “coltivare digitale” permette di ottimizzare la resa di ogni singolo appezzamento.

Memorizzare le caratteristiche di ogni singolo campo coltivabile, attuare delle procedure che siano ottimizzate per quel singolo campo e per quella specifica coltura permette di avere un forte aumento della produttività.

I numeri parlano chiaro: nel 2050 la popolazione mondiale sarà di 9 miliardi di persone. La produttività delle superfici effettivamente coltivabili dovrà aumentare del 60% se vogliamo nutrire tutte queste persone.

“Coltivare digitale” per aumentare l’efficienza è quindi l’unica strada per arrivare a questo fondamentale obiettivo.

Costantino Radis

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